Pubblico impiego, la mobilitazione USB contro la riforma

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C’è una nuova banconota da oggi sul territorio italiano. Si tratta del Renzino, una moneta che non ha valore di scambio ma solo di protesta. Quella dell’Unione dei Sindacati di base, l’Usb, che oggi ha proclamato una giornata nazionale di mobilitazione per protestare contro la riforma annunciata da Renzi e dal ministro Madia per il settore pubblico.

A Ferrara i rappresentanti dell’Usb, una decina in tutto, si sono dati appuntamento sullo scalone nel pomeriggio e agli assessori della giunta uscente e alle persone che passavano per la piazza hanno consegnato i volantini per spiegare le ragioni della loro protesta. L’immobilità del personale, il demansionamento e il blocco del turn-over sono solo alcune delle ragioni che hanno portato i rappresentanti della confederazione sindacale a sfilare sullo scalone.

E mentre a Ferrara il sindacato si mobilitava davanti al municipio, il palazzo simbolo in città dei dipendenti pubblici, a Roma mentre alcuni gruppi eseguivano flsh mob, soprattutto per salvare i dipendenti delle scuole, una delegazione consegnava una lettera al primo ministro e alla Madia affinché non si dia seguito alle riforme annunciate. “La riforma annunciata sulla pubblica amministrazione targata Renzi-Madia – riporta una nota stampa dell’USB– non fa altro che smantellare ulteriori servizi ed è un provvedimento dove di tutto si parla meno che dei diritti e del salario”.

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