Quale futuro per il Petrolchimico di Ferrara: il convegno – VIDEO

Il riciclo chimico della plastica come via principale da seguire per rilanciare il settore in chiave sostenibile. Sarà questo il tema al centro dell’iniziativa che si terrà lunedì 26 aprile organizzata da Cgil, Cisl e Uil e dalle rappresentanze chimiche di categoria dal titolo 2la chimica in Italia e nel quadrilatero padano” dopo l’annuncio da parte di Eni della chiusura del Cracking di Marghera. Una decisione che coinvolge, oltre Venezia, anche i Petrochimici di Ferrara, Ravenna e Mantova

Un convegno organizzato prima degli incontri e tavoli istituzionali, il più vicino è quello che si terrà il 28 aprile tra Regione Emilia-Romagna e Versalis, per ribadire l’importanza di un settore, la chimica di base, che nel 2019 ha fatturato 55mld di euro, con oltre 4.300 imprese, 110mila addetti che salgono a 300mila se si conta l’indotto.

“Il rischio – spiegano i sindacati – è che si chiudano le fabbriche che producono plastica, quando è ancora fondamentale mantenerne la produzione”. L’esempio è quello della pandemia da Covid con l’aumento della richiesta dei dispositivi di protezione individuale (come le mascherine) e nel settore biomedicale i respiratori; ma la filiera è molto più lunga, va dal tessile all’automotive sino alla cosmesi. “E’ sbagliato pensare che la transizione ecologica avvenga dall’oggi al domani: il processo sarà lento, basti pensare che per la decarbonizzazione la data fissata è il 2050″.

La plastica insomma come elemento imprescindibile ed ancora oggi insostituibile, il cui processo di produzione però deve essere riorganizzato in termini sostenibili. “Un tema, quello della chimica verde –sottolineano i sindacati– da discutere con gli stessi ambientalisti, puntando su ricerche già attive”. Tra queste il progetto, avviato lo scorso autunno, dell’impianto di riciclo molecolare MoReTec nel Petrolchimico di Ferrara, tecnologia d’avanguardia di cui LyondellBasell è proprietaria avente l’obbiettivo di riportare i rifiuti di plastica post-consumo alla loro forma molecolare, da utilizzare come materia prima per la produzione di nuovi prodotti di plastica. O ancora il progetto Hoop, avvitato nella primavera del 2020 da Versalis, società chimica di Eni, per lo sviluppo di una nuova tecnologia per riciclare chimicamente i rifiuti in plastica.

Una ‘via verde’ insomma già stata tracciata ma che per essere attuata deve avvalersi del funzionamento del cracking di Marghera che Eni, invece, ha intenzione di chiudere nel 2022. Per questo i sindacati chiedono chiarimenti ai vertici aziendali ed alle istituzioni. L’azienda multinazionale è partecipata per il 30,1% dalla Stato: il 4,3% di proprietà del Ministero dell’Economia e Finanze e il l 25,7% di Cassa Depositi e Prestiti. “Vogliamo sapere – sottolineano i sindacati -quali sono le politiche industriali del nostro paese e soprattutto che cosa si vuol fare della chimica di base”

L’appuntamento è lunedì 26 aprile, a partire dalle 9.30 parlare di problemi e prospettiva della chimica italiana nel quadrilatero padano, in diretta sulla pagina facebook di Filctem-Cgil Ferrara, con esperti e sindacalisti

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