In attesa della strategia nazionale per la parità di genere 2021-2026

Sulle pari opportunità serve una spallata, come quella che l’Europa ha dato al Green e al Digital con il paletto del 57% dei fondi destinati dal Recovery”  è quello che Linda Laura Sabbadini chairman di W20 Direttore del Dipartimento per le statistiche sociali ed ambientali dell’Istat dal 2011, Direttore ad interim del Dipartimento censimenti e archivi dal gennaio 2014 non si stanca di ripetere ad ogni intervento pubblico 

La crisi economica acuita dalla pandemia ha picchiato duro sulle donne, per questo  se si vuole avviare il riequilibrio di genere cui ci chiama l’Europa del Next Generation UE bisogna ripartire con un grande piano di investimenti nella cura delle famiglie, che ora è a carico fondamentalmente delle donne in modo gratuito, creando nuovi servizi per i bambini e potenziando le forme di supporto sociosanitario e di medicina sul territorio e a domicilio per i grandi anziani.

 

L’Italia è all’ultimo posto in Europa per il tasso di occupazione femminile se vuole risalire la china deve concentrare forti risorse sull’obiettivo.

 Nel Pnrr sono stati stanziati 4,6 miliardi per investimenti in asili nido e scuole dell’infanzia, più di quanto era previsto nel piano precedente , ma non  sufficiente a  favorire né la parità di genere né una inversione di tendenza della denatalità, un problema ignorato finora che ormai ha assunto dimensioni tali da mettere in crisi il rilancio economico del Paese

Per favorire il riequilibrio di genere in questo momento storico in Italia ci sono tante opportunità  , dal Family Act al supporto dato dal PNRR alla formazione femminile  in ambito digitale e nelle materie STEMM ( scienza, tecnologia, ingegneria, matematica). Ora serve  una forte volontà politica a tutti i livelli dell’Amministrazione territoriale sapendo che  una maggiore presenza delle donne nel mercato del lavoro avrebbe ricadute positive sulla ricchezza dei territori, come sul PIL del Paese, e  che la leadership femminile in azienda, come dicono i dati,  ha effetti positivi sulla qualità della vita collettiva e delle aziende stesse.

Intanto in attesa di conoscere ” la strategia nazionale per la parità di genere 2021-2026, che Mario Draghi si è assunto l’impegno di lanciare entro il primo semestre 2021, a livello locale in Emilia Romagna a Reggio Emilia, Modena e Parma sono stati già avviati  in ambito digitale corsi gratuiti per donne interessate ad acquisire conoscenze e competenze digitali per l’inserimento e lo sviluppo professionale. Per il cambiamento preteso dall’Europa si può partire anche da qui.

 Dalia Bighinati

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