“Quote rosa per migliorare il Pil!” dal Festival dell’Economia – Trento

Nonostante le quote rosa, le donne sono sempre in minoranza nei luoghi dove si prendono le decisioni. Perché si affermi e si consolidi una classe dirigente femminile occorrono innovazioni profonde, culturali, sociali e istituzionali. Ne Hanno Discusso Al Ix Festival Dell’economia Di Trento  Giulia Bongiorno, Massimo Fasanella D’amore, Sara Ferrari, Cristina Scocchia, Anna Maria Tarantola, Con  Daniela Del Boca E  Barbara Stefanelli. Titolo Dell’incontro:  Rompere Il Soffitto Di Vetro: più Donne Ai Vertici.lavoro_pubblico_pp

 Le quote rosa funzionano, ma è ancora poca cosa rispetto a quello che potrebbe essere se invece che un 17% di presenze femminili nei consigli d’amministrazione delle società quotate ( un risultato già buono visto che nel 2011 si era a quota 7%) si potesse raggiungere la parità. Una parità, che, come è stato ricordato al Festival dell’Economia di Trento, oggi al terzo giorno di svolgimento, un recente studio della Goldman Sachs calcola che comporterebbe, nell’Eurozona, un aumento del Pil del 13 per cento. In Italia, secondo gli ultimi dati Istat, lavora il 64,6 per cento della popolazione maschile e il 46,6 di quella femminile. Diciotto punti percentuali di differenza che spiegano buona parte delle difficoltà incontrate dalle donne nei loro tentativi di sfondare il tetto di cristallo. Scendendo a livello territoriale la questione è ancora più evidente: se a Milano lavorano due donne su tre, a Napoli e Palermo solo una su quattro può contare su un posto e un reddito. Considerata meno grave di quella maschile la disoccupazione femminile  ha a che fare con i nodi del welfare e dell’istruzione: mancano gli asili nido e una madre su quattro lascia il lavoro dopo la prima maternità, le ragazze anche se molto più scolarizzate dell’altro sesso oggi ancora evitano le lauree tecnico-scientifiche di cui in Italia c’è richiesta, inoltre stenta ad affermarsi nel nostro Paese la convinzione per cui lasciare il 50% della popolazione fuori dalla plancia di comando, significa privare il Paese di energie inespresse, che secondo ricerche qualificate, dove si sono affermate, grazie al merito, innanzitutto, come, ad esempio, in Norvegia, hanno prodotto risultati del tutto positivi, oltre che nelle singole aziende, anche nell’economia Paese.

 

 

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