Raffaele Cantone su Calcio e criminalità

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Protagonista dell’incontro pubblico “Dai kalashnikov al calcio – I nuovi interessi delle mafie” che si è tenuto ieri sera presso la Sala Civica Falcone e Borsellino” all’interno del progetto “Mafie e Legalità” il magistrato Raffaele Cantone, che pochi giorni fa è stato invitato dal premier Letta, durante la trasmissione “Che tempo che fa”, ad aiutare la Presidenza del Consiglio sui temi del contrasto alla criminalità organizzata. con Cantone anche Donata Bergamini, sorella del giocatore Donato Bergamini, da sempre alla ricerca della verità sulla morte del fratello, ed il deputato Alessandro Bratti, già membro della Commissione Ecomafie. A moderare il dibattito, la giornalista Antonella Gaetani.

Criminalità organizzata e calcio, business criminale e mondo del pallone: “un intreccio di cui non si può negare l’esistenza”, questa la durissima affermazione del magistrato Raffaele Cantone, protagonista a Migliarino di un incontro su Mafie e legalità, che nel caso del calcio, ha detto Cantone coinvolge squadre soprattutto minori e scommesse, ma che va ben al di là del solo calcio e coinvolge tutti i settori che necessitano di grandi quantità di denaro, una tentazione per chi ne ha bisogno, in un momento soprattutto di crisi come questo,un modo per riciclare soldi illeciti per i clan. . Un allarme, quello di Raffaele Cantone, basato su inchieste e fatti, scoperti dal magistrato e raccontati in un libro recente pubblicazione dal titolo Football Clan scritto con Gianluca Di Feo, infiltrazioni pericolose che devono indurre a tenere la guardia alzata. Al sud come al Nord, ha ribadito il magistrato napoletano, oggi alla Suprema Corte di Cassazione, membro dal 1999 a 2007 della Direzione Distrettuale Antimafia del capoluogo campano. Al Nord, però, ha aggiunto, la criminalità organizzata è presente in modo più difficile da scoprire, perché si mostra con il volto rassicurante di chi è pronto a finanziare operazioni anche importanti per riciclare denaro frutto di traffici e affari illeciti.

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Comunicato stampa IBO Italia- Ferrara

“Perché la lotta alla criminalità organizzata e al malaffare rischia di non finire mai”, il sottotitolo di “Operazione Penelope”, uno degli ultimi libri di Raffaele Cantone, sarà anche la domanda di fondo della serata di Migliarino. Il magistrato napoletano, oggi alla Suprema Corte di Cassazione, è stato membro dal 1999 a 2007 della Direzione Distrettuale Antimafia del capoluogo campano dove si è occupato delle indagini sul clan camorristico dei Casalesi, ottenendo la condanna all’ergastolo dei più importanti capi di quel gruppo fra cui Francesco Schiavone, detto Sandokan, ma ha anche curato il filone di inchieste che hanno riguardato gli investimenti del gruppo Zagaria a Parma e a Milano. Per il suo impegno e per le conseguenti minacce ricevute, dal 2003 è sottoposto a scorta. La lotta alla mafia, però, sembra non finire mai perché la presenza delle organizzazioni criminali si allarga a nuovi interessi, in particolare due negli ultimi anni: il calcio (di cui Cantone parla nel suo libro Football Clan scritto con Gianluca Di Feo) ed il ciclo dei rifiuti. Ecco perché gli altri ospiti della serata saranno Donata Bergamini e Alessandro Bratti.

Donata Bergamini, sorella di Donato “Denis” Bergamini, è un esempio di coraggio e tenacia che in questi 24 anni dalla morte del fratello (18 novembre 1989) non si è mai arresa all’omertà, al silenzio e alla versione che il calciatore di Boccaleone di Argenta (Ferrara), a quel tempo in forza al Cosenza, si fosse ucciso gettandosi senza motivo sotto un camion. Grazie al suo impegno, a quello di amici e parenti vicini, al calciatore-scrittore Carlo Petrini e ad altri giornalisti, la vicenda si è riaperta in questi ultimi anni e a breve sono attese importanti novità per quello che sembra essere, per la procura di Castrovillari, un delitto d’onore.

Alessandro Bratti, infine, parlamentare del territorio, ha seguito da vicino la vicenda Bergamini, ma ha anche avuto un ruolo importante nella precedente legislatura in quella che è stata ribattezzata la Commissione Ecomafie, chiamata ad indagare e approfondire uno dei business più fiorenti in uno dei settori più a rischio per l’infiltrazione mafiose e per le ricadute ambientali.

L’incontro è parte del progetto “Mafie e Legalità” organizzato da IBO Italia, insieme ai Comuni di Migliarino, Migliaro, Massa Fiscaglia, Ostellato e Codigoro con il patrocinio della Provincia di Ferrara, di Sipro e Camera di Commercio di Ferrara e grazie al sostegno della Regione Emilia Romagna.

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