Ragazzi e genitori a “scuola di tifo”

tifo-1

Fa tappa anche a Ferrara la “Scuola di tifo” organizzata dai “Centri Mini basket FIP dell’Emilia Romagna”.

Obbiettivo: far capire l’importanza di un tifo corretto, sostenendo chi è in campo e non di ‘offendere’ l’avversario, come spesso avviene soprattutto da parte di genitori e adulti, come qualche giorno fa lamentava un ex giocatore di basket, che ha scritto anche alla nostra Redazione.

Una chiacchierata iniziale, e subito dopo spazio alla parte più movimentata, con tanto basket giocato e tifo a favore dei propri compagni di squadra in campo. E’ quello che succederà domenica 23 marzo, alle ore 15, nella prima lezione della Scuola di tifo, organizzata dai Centri Mini Basket FIP dell’Emilia-Romagna al Pala 4T di Ferrara.

Un incontro di cui è promotrice la Scuola Basket Ferrara, in collaborazione con la pallacanestro 4 torri, dedicato ai “mini” giocatori delle società ferraresi per i ragazzini nati negli anni 2002 e 2003.

Il modo migliore per capire l’importanza di un tifo corretto, fatto con l’obiettivo di sostenere chi è in campo e non di ‘offendere’ l’avversario. Come tifosottolinea Silvia Casoni, responsabile del settore minibasket della Scuola Basket Ferrara, “Questa iniziativa parte da noi e vuole promuove i valori etici che la nostra società sportiva e la FIP cercano di portare avanti cercando il giusto connubio tra la giusta competizione ed un tifo sano e positivo” .Al termine dell’incontro in palestra, ‘tutti al Palazzo’ per assistere a Mobyt Ferrara – Proger Chieti, con l’obiettivo, anche in questa occasione, di far emergere dal campo di gioco e dagli spalti solo ed esclusivamente il “lato bello” dello sport, quello fatto di passione, entusiasmo, divertimento e rispetto per gli altri.

Proprio nei giorni scorsi era giunta in redazione un appello di un ex giocatore di Basket, che martedì pomeriggio invitato da un mio amico, si era recato a vedere la partita di basket del figlio che giocava al Palapalestre di Ferrara contro un’altra formazione ferrarese.

“Da amante del basket, da ex giocatore e da genitore sono rimasto basito dal comportamento dei genitori della squadra di casa, spiega Stefano Franzoso, ho assistito ad urla forsennate, insulti ripetuti più e più volte agli arbitri anche in tono molto minaccioso. Ho assistito a ciò che non dovrebbe mai capitare in nessun sport e cioè gioire per un errore di un giocatore della squadra avversaria e cosa terribile, per chi come me ha calpestato i parquet, ho sentito persone adulte urlare tra il primo e il secondo tiro libero di un giocatore della squadra avversaria in modo da disturbarlo.Questo non è lo spirito del basket. Questo non è lo spirito con cui si deve insegnare a dei ragazzini di 13 anni ad amare questo stupendo sport. Non posso nemmeno credere che una società sportiva giovanile possa permettere che durante una partita Under 13 ci sia un pubblico che si comporti così”, conclude il telespettatore di Telestense.

La giornata di domani potrà aiutare a far capire che cosa è il tifo, e non solo nel mondo del basket, aggiungiamo noi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *