Rassegnati alle tragedie annunciate?

Quarantasette vittime tra il 2003 e il 2011, nella sola tratta della Provincia di Ferrara, di 41 km. Ecco le cifre della Romea, strada che per anni ha vantato il triste primato di arteria con il più alto numero di incidenti per km. Ma la statale 309, di primato non ha solo quello della strada più pericolosa del Paese, è anche l’unica strada costiera che per 41 km non ha alcuna alternativa. Ecco perché ogni settimana la percorrono circa 100mila veicoli, la maggior parte dei quali sono mezzi pesanti.

Un allarme, quello sulla pericolosità di questa arteria, lanciato da anni ormai, da associazioni di vittime della strada, dal comitato Fernando Paglierini, ma anche da molti sindaci. A settembre del 2008 in centinaia diedero vita ad una manifestazione proprio sulla Romea per tentare da un lato di smuovere l’Anas con il progetto di riqualificazione, e dall’altro per far partire il progetto della cosiddetta Nuova Romea, la E55 Venezia Ravenna, ovvero l’alternativa alla statale 309, il cui primo progetto, con l’accordo tra regione Emilia Romagna e regione Veneto, risale al 2001.

Ad oggi è tutto fermo. Una settimana fa in regione il gruppo consigliare del Pd aveva chiesto al presidente del consiglio regionale, e al presidente della regione di attivarsi presso il ministero per far ripartire il progetto della Nuova Romea, fermo da 11 anni. Non ci sono più tracce, spiega il presidente del comitato Paglierini, Luigi Ciannilli, neppure del progetto di riqualificazione dell’Anas, risalente al 2007, che con un investimento da 80milioni di euro circa, avrebbe dovuto realizzare rotatorie negli incroci con svolta a sinistra, pericolosissimi, tratti con alternative di sorpasso visto che la struttura della strada non permette di fare new jersey al centro della carreggiata, tutor e infine i cosiddetti sorpassometri. Di quel progetto, conclude Ciannilli, è stato fatto al massimo il 30%.

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