Reati ambientali, che cosa cambia

gomme-discaricaOrmai accade con grande frequenza: le forze dell’ordine, in particolare i carabinieri, individuano trasporti illeciti di rifiuti speciali, dalle batterie esauste, ai copertoni di auto usati, magari destinati a finire in qualche discarica abusiva.

L’ultimo caso risale a giovedì, quando i carabinieri di Comacchio hanno denunciato, a San Giuseppe, tre uomini che trasportavano irregolarmente 70 batterie d’auto usate. Il tutto al termine di un servizio di controllo destinato proprio al contrasto dei reati ambientali. I reati ambientali piccoli e grandi, quindi, sono sempre all’ordine del giorno: anche per questo il parlamento sta prendendo in esame un disegno di legge finalizzato proprio all’adeguamento del codice penale in tema di reati contro l’ambiente.

E’ stato infatti approvato dal senato – ed ora dovrà tornare alla camera per l’approvazione definitiva – il disegno di legge sui reati ambientali, che ha ricevuto il voto favorevole di PD, SEL, Nuovo Centrodestra e Movimento Cinque Stelle. Il disegno di legge ha un obiettivo: fornire strumenti più efficaci per la lotta contro la criminalità ambientale, attraverso un adeguamento del codice penale.

Semplificando molto, la novità è questa: i reati ambientali di maggiore gravità vengono classificati come delitti e introdotti organicamente nel codice penale. Questo mette a disposizione della magistratura e delle forze dell’ordine strumenti più incisivi per contrastarli e punirli: tra le altre cose pene detentive e prescrizione più lunga. Il nuovo delitto di inquinamento ambientale punisce con la reclusione da 2 a 6 anni e la multa da 10.000 a 100.000 euro chiunque, abusivamente, danneggia in modo significativo e misurabile:  l’acqua, l’aria, il sottosuolo, ma anche la flora e la fauna di un ecosistema naturale. Il disastro ambientale, invece, viene punito con la reclusione tra cinque e quindici anni.

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