Redditi in calo, spese in calo

Le famiglie guadagnano meno, spendono meno, e riducono sensibilmente i propri risparmi. È quello che emerge dai dati diffusi dall’Istat, ennesimo ritratto di un Paese in recessione e con pochi soldi in tasca.

Il reddito nominale delle famiglie, spiega l’Istat, è aumentato del 2%: troppo poco per tener dietro all’inflazione, cioè all’aumento costante dei prezzi, che investe soprattutto i beni di largo consumo. Così il potere d’acquisto delle famiglie si è ridotto dello 0,5% nell’arco del 2011. A dirlo in percentuale sembra poco, in realtà e la continuazione di una tendenza che prosegue da anni. Nel biennio 2008-2009 il potere d’acquisto delle famiglie crollò addirittura del 4%, secondo dati diffusi dalla Banca d’Italia.

Le conseguenze si vedono nei negozi: L’indicatore dei Consumi Confcommercio segnala a febbraio una riduzione degli acquisti dell’1% rispetto a gennaio.

Quindi, meno soldi, meno acquisti e anche meno risparmi. Nel 2011 la propensione al risparmio delle famiglie si è attestata sul 12%, diminuita dello 0,7% rispetto all’anno precedente. Ed è forse il dato più preoccupante, se si considera che proprio la propensione al risparmio delle famiglie della classe media ha costituito, storicamente, una delle principali ancore di salvezza del nostro Paese.

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