Referendum: bassa l’affluenza anche a Ferrara

Risultati del referendum sulla giustizia tra i dati più bassi mai registrati nella storia italiana.

E’ quanto emerge dopo la domenica alle urne, un flop trasversale da livello nazionale, regionale e locale.

Nel ferrarese, ad esempio, ha votato il 20,27 per cento degli aventi diritto, Masi Torello (23,06 per cento) dove si è votato di più, Comacchio di meno (14,19 per cento), 20,48 per cento a Ferrara città.

In verità la percentuale di affluenza più alta nel ferrarese (51,34 per cento) si è registrata a Terre del Reno, ma qui gli aventi diritto hanno votato per il sindaco, riconfermato Roberto Lodi.

Nel ferrarese ha vinto il sì col 55 per cento per l’abrogazione della legge Severino (rossa), 58,40 per cento per la limitazione delle misure cautelari (arancio), 77,08 per cento sì alla separazione delle carriere dei magistrati (gialla), il 75,21 per cento era favorevole ai membri laici nei consigli giudiziari per valutare i magistrati (grigio), circa la stessa percentuale, 75,5 per cento, il sì alla candidatura senza raccolta firme dei componenti togati del Consiglio superiore della magistratura (verde).

Ma non avendo raggiunto il quorum, anche a livello nazionale, il referendum non ha validità e ora la palla passerà poi al voto finale del Senato sulla riforma Cartabia.

A livello regionale la media è del 20,92 per cento, più bassa della media nazionale, riminese dove si è votato di più e il bolognese di meno, la riforma del Csm i temi in cui i sì hanno ottenuto i dati più alti.

Chi dà la colpa ai “troppi silenzi” di media e politici; chi se la prende con la Corte Costituzionale che “ha impedito di votare su eutanasia e cannabis” (quesiti che molti ritengono avrebbero cambiato l’esito dei referendum e portato altri numeri); poi c’è la questione della disaffezione dell’elettorato, argomento che nelle ultime tornate elettorali ha sempre più dominato il dibattito post voto e stavolta deflagra.

La Lega ringrazia i milioni di italiani che hanno votato nonostante un solo giorno con le urne aperte, il silenzio di troppi media e politici e il weekend estivo, un complotto l’ha definito il aprtito del Carroccio.

Un’accusa condivisa da Silvio Berlusconi, secondo cui i referendum sulla giustizia “sono stati boicottati”.

“Risulta evidente l’errore di una iniziativa referendaria divisiva e inutile” emerge dal Pd mentre il Movimento 5 Stelle mette sul piatto la riforma dello strumento del referendum.

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