Referendum sul cambio provincia: Comacchio sceglie Ravenna

comacchio

Il si ha ottenuto la maggioranza dei voti validi, anche se alle urne si è recato il 30,7% degli aventi diritto al voto.

5.195 voti per si, 614 voti per il no. Questo l’esito uscito dalle urne nella giornata di domenica 15 dicembre, per il Referendum che si è tenuto a Comacchio sul cambio della Provincia. Tutto ora dipenderà dal governo centrale, servirà tempo, forse anche un paio di anni, ma Comacchio e i suoi lidi, almeno per i comacchiesi, da oggi, sono terra di Romagna.

Il quesito chiedeva ai residenti, maggiorenni, se erano d’accordo o meno che il Comune di Comacchio esercitasse l’iniziativa per il cambio della circoscrizione dalla Provincia di Ferrara alla Provincia di Ravenna. Chi votava si, quindi, era d’accordo per cambiare provincia e, al contrario, chi ha votato no desidera restare in provincia di Ferrara. A recarsi alle urne è stato però il 30,7% degli aventi diritto al voto: in pratica 5.849 persone su un totale di 19.055 di aventi diritto. La maggioranza dei si, al cambio di provincia, sono stati raccolti nei seggi del centro storico ma anche a Portogaribaldi e a Lido degli Estensi, meno invece nelle altre frazioni.

referendumLegata alla scheda referendaria e quindi al quesito sul cambio di provincia c’era anche la questione sull’Unione di Comuni che vede come capofila, per il basso ferrarese, il comune di Codigoro. Il quesito referendario chiedeva infatti in maniera diretta anche il parere rispetto alla gestione dell’esercizio delle funzioni amministrative in forma associata del Comune di Comacchio con i Comuni di Codigoro, Goro, Lagosanto, Migliaro, Migliarino, Massa Fiscaglia e Mesola.

Il referendum era consultivo ed ora l’amministrazione comunale, dopo il passaggio in consiglio, darà il mandato per l’iniziativa legislativa. I risultati arriveranno in presidenza del consiglio dei ministri, poi verrà poi avviato l’iter perchè i confini provinciali vengono normati da una legge nazionale. Ma se le province saranno trasformate in istituzioni di secondo grado, dicono gli organizzatori, allora il passaggio alla provincia di Ravenna si concretizza.

In queste ore i partiti stanno vagliano anche il dato politico del voto.

Antonio di Munno, capogruppo in consiglio comunale del Pdl-Il Faro non valuta la percentuale dei votanti (30%) un fallimento: “il quorum zero ha portato poche persone al voto e chi vuol far passare come fallimentare la partecipazione al voto a Comacchio sono le stesse persone che hanno esaltato la percentuale, la medesima, per la fusione dei comuni tra Massa Fiscaglia, Migliaro e Migliarino” spiega Di Munno che non è entusiasta comunque della partecipazione “speravo -dice- in una maggiore affluenza. Il dato politico però dice che nelle 5mila persone che hanno votato per il si ci sono elettori di Sel, Onda, Consulta, Pdl-Il faro. Per cui il valore politico del Movimento 5 stelle, in questa occasione, a Comacchio, si è disintegrato” ha concluso Di Munno.

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