Referendum trivelle, quorum non raggiunto. Affluenza a Ferrara 35,9%

referendum comacchioE’ decisamente sotto le attese l’andamento dell’affluenza alla tornata referendaria sulle trivelle.

Almeno secondo le aspettative, più che legittime, dei consigli regionali che hanno proposto il quesito, vale a dire Basilicata, Calabria, Campania, Liguria, Marche, Molise, Puglia, Sardegna e Veneto. Ma in questi territori l’esortazione a recarsi alle urne ha in qualche modo prodotto gli effetti voluti e non a caso – su un dato nazionale dell’23,48% alle 19 – la regione con la percentuale più alta di votanti è stata la BASILICATA, con il 33,26%, il cui consiglio regionale è stato capofila tra i promotori del referendum.
Tra le altre regioni che hanno promosso seguono il VENETO, con il 28,58%, la PUGLIA (28,28%), la LIGURIA (25,32%), le MARCHE (24,57%), il MOLISE (23,18%), la SARDEGNA (22,94%), la CALABRIA (18,15%) e la CAMPANIA (17,56). Tuttavia, almeno a meno di miracolosi recuperi al traguardo delle 23, la percentuale dell’affluenza non si avvicina ai desideri dei consigli regionali impegnati in prima fila sul quesito referendario. Non hanno fatto di meglio, com’era prevedibile, le altre regioni.

In attesa dei dati definitivi delle 23 è da rimarcare quanto reso noto dal segretario provinciale del Pd di Potenza, Antonello Molinari, secondo il quale nel capoluogo lucano sarebbe stato “da poco superato il 50% dei votanti al referendum”. Da ricordare inoltre che sempre a Potenza questa mattina ha espresso il suo voto anche il leader della sinistra dem Roberto Speranza. Altro dato significativo è l’affluenza fatta registrare, sempre alle 19, nel paese toscano in cui risiede il premier Matteo Renzi, cioé Pontassieve (Firenze), dove la percentuale di votanti è stata del 25,7%, quindi oltre la media nazionale. Allo stesso modo della vicina Rignano, paese di cui il presidente del consiglio è originario, con il 26,5%.

Riepilogando, dal dato complessivo si evidenzia che il PIEMONTE alle 19 ha archiviato un’affluenza del 24,74%, quindi superiore alla media complessiva, con una punta del 27% a Torino. Oltre il dato nazionale anche la VALLE D’AOSTA, con il 26,42%, come la LOMBARDIA, con il 23,97% (e un picco massimo del 24,98% a Bergamo). Sotto la media il TRENTINO ALTO ADIGE, con 19,01% (affluenza più alta a Trento, con il 23,71%), diversamente da quanto fatto dal VENETO, che ha raggiunto il 28,58% (30,93% a Padova), dal FRIULI-VENEZIA GIULIA (25,21%, con il dato più alto a Gorizia, che ha registrato un’affluenza del 28,94%). Oltre la media delle 19 anche la LIGURIA (25,32%, con un picco a Savona, 26,57%) e l’EMILIA ROMAGNA (25,78%, con Ferrara al 27,89%). Affluenza inferiore alla media nazionale in Toscana, che ha archiviato il 22,73% (Livorno svetta con il 25,99%), allo stesso modo dell’Umbria (20,32%, con Perugia al 20,56%). Le MARCHE si sono fermate al 24,57% (Ancona 27,11%), il LAZIO al 22,91% (maggior numero di votanti a Roma, fotografata al 24,08%). Significativo poi il dato dell’ABRUZZO, regione che in una prima fase ha fatto parte del drappello delle regioni che hanno promosso il referendum: alle 19 la percentuale dei votanti è stata del 25,51%, più alta rispetto alla media nazionale, ma non in maniera esorbitante. In questo caso particolare la città con il dato più alto è stata Chieti con il 29,81%. Il MOLISE si è fermato al 23,18% (24,11% Campobasso), la Campania ha fatto registrare il 17,56% (19,69% ad Avellino), la PUGLIA, come già detto, si è fermata al 28,28% (33,79 a Lecce), la BASILICATA – dato più alto – al 33,26 (con Matera al 34,20%), la CALABRIA al 18,15% (Catanzaro 20,62%), la SICILIA 19,50% (23,68% Trapani) e la SARDEGNA al 22,94% (25,39 Oristano).

(ANSA)

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