Regionali, Renzi a Bologna: i candidati sullo sviluppo in E-R

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Il Presidente del consiglio Matteo Renzi sarà a Bologna giovedì sera, alle 20.30, al Paladozza, per la serata conclusiva della campagna elettorale del candidato del centrosinistra alla presidenza della regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini. Tra i temi all’ordine del giorno il lavoro e lo sviluppo economico: Bonaccini nel programma elettorale sottolinea la necessità di rilanciare l’industria manifatturiera emiliano romagnola, creando un sistema competitivo con la formazione continua dei lavoratori.

La scommessa dello sviluppo, per il candidato di Emilia Romagna Popolare Alessandro Rondoni, passa soprattutto per la creazione di infrastrutture: Rondoni lo ha detto incontrando il ministro dei lavori pubblici Lupi: “dobbiamo collegare la nostra regione con il nord est d’Italia e l’Europa”.

Dal centrodestra, in particolare da Forza Italia – il cui candidato presidente è il sidnaco di Bondeno Alan Fabbri – viene la richiesta di maggiore attenzione per la Sacca di Goro. Se ne fa portavoce Luca Cimarelli, candidato ferrarese al consiglio regionale: “Sono indispensabili – spiega – finanziamenti regionali per la salvaguardia economica e ambientale della Sacca”. La regione deve procedere a una grande revisione della spesa: questa è invece la testi dei libri cittadini dell’Emilia Romagna e del loro candidato presidente Maurizio Mazzanti. Tagliare i costi di società partecipate, enti controllati, enti pubblici, per sbloccare risorse da destinare allo sviluppo.

Per Giulia Gibertoni, candidata presidente del movimento cinque stelle, l’emergenza da affrontare è quella dell’amianto. Tutelare i lavoratori esposti o che sono stati esposti all’amianto, e avviare un grande progetto di bonifica che punti a fare dell’Emilia Romagna la prima regione europea senza amianto. Si avvia verso la conclusione della campagna elettorale anche l’altra Emilia Romagna, candidata presidente Cristina Quintavalla: l’appuntamento alle 17.45 alle scuderie di Bologna. La canidatan mette in guardia contro la fragilità del nostro territorio regionale: “l’85% dei comuni emiliano romagnoli – dice Quintavalla – è inseriti nella lista nera della Protezione civile per abbandono, degrado, cementificazione, consumo di suolo. abusivismo, disboscamento e incendi”

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