Renzi annuncia le dimissioni di Bonetti, Bellanova e Scalfarotto

E’ crisi di governo.

Renzi annuncia in conferenza stampa, che si apre poco dopo le 18, le dimissioni delle due ministre Elena  Bonetti e Teresa Bellanova  e di Ivan Scalfarotto, Sottosegretario del Ministero degli Affari Esteri, così come annunciato in una lettera al premier Conte”,  motivando la decisione con la volontà di difendere la democrazia.

“E’ molto più difficile lasciare una poltrone che aggrapparsi allo status quo – afferma – noi viviamo una grande crisi politica, stiamo discutendo dei pericoli legati alla pandemia. Davanti a questa crisi il senso di responsabilità è quello d risolvere i problemi, non nasconderli”.  “La crisi politica non è aperta da Italia Viva, è aperta da mesi”, aggiunge. “Nell’affermare la sua fiducia incrollabile nel presidente della Repubblica e nel ruolo istituzionale che ricopre – osserva Renzi –  pensiamo che si debbano affrontare tre punti cardine”. ”

“Le scelte politiche non si annunciano sui social, ma in Parlamento. Serve molto coraggio per dimettersi dalla carica di Ministro, ma la volontà  di fare chiarezza è prevalente.” Renzi continua con un attacco durissimo  al populismo di Conte, rivendica, di avere voluto lui  il governo Conte bis per non dare i pieni  poteri  a Salvini, ma “non lo daremo, dice, a nessun altro”. Di Conte  critica   la politica show sui social,   la tiepidezza nella critica all’assalto al Campidoglio, ma aggiunge di essere consapevole che queste motivazioni non interessino ai cittadini.

Quanto alle contestazioni di merito, Renzi elenca i ritardi sul recovery plan, sulla scuola, sui vaccini, il rifiuto ingiustificato del Mes, ma non sembra voler rompere con l’attuale maggioranza e annuncia di votare si ( con qualsiasi governo) allo scostamento di bilancio,  al decreto ristori etc .

Non c’è una pregiudiziale sui nomi, quindi nemmeno su Conte, l’unico “no” deciso è ad un governo con i populisti antieuropeisti di Salvini.

La conferenza stampa, prima rinviata, poi  iniziatain ritardo è arrivata dopo una giornata piena di dubbi su ciò che sarebbe accaduto in serata.

La giornata politica:

Dopo l’approvazione ieri notte in Consiglio dei Ministri del Recovery plan, seppure con l’astensione delle ministre, Bellanova e  Bonetti di Italia Viva, l’attenzione si è concentrata sulle mosse del Presidente del Consiglio e del leader di Italia Viva Matteo Renzi, in attesa della conferenza stampa annunciata per il pomeriggio da Matteo Renzi.

In gioco la possibilità di arrivare alla crisi di governo, dopo un mese di scontro pesante portato al governo da Renzi.

Una giornata di analisi politiche sui retroscena e sui possibili scenari futuri. Da parte degli addetti ai lavori e di  attenzione ai messaggi lanciati dai leader e  dai maggiori esponenti dei partiti di maggioranza, intenzionati a mettere uno stop deciso alla caduta del governo, di cui il Paese non solo non ha bisogno, ma stenta a capire le ragioni, nel bel mezzo di una epidemia che non da tregua e di una campagna vaccinale appena avviata, da cui nei prossimi mesi potrebbe dipendere la rinascita del Paese.

I fatti del giorno, alla vigilia della conferenza stampa di Renzi, che potrebbe annunciare le dimissioni delle ministre Bonetti e Bellanova dal CDM e l’uscita di IV dal governo, sono stati a Mezzogiorno l’incontro al Quirinale del Presidente del Consiglio con il presidente della Repubblica e nel pomeriggio la sua dichiarazione alla stampa in cui Giuseppe Conte , con tono decisamente mutato rispetto alle ultime bellicose dichiarazioni nei confronti di chi, Matteo Renzi,  per un mese ha tenuto lui e il governo sulla soglia della crisi ora minacciata, ora annunciata, talvolta con l’aria di subirla, ha dichiarato alla stampa.

«Ho chiesto io il colloquio a Mattarella»: così il premier Conte all’uscita dal Quirinale. Il presidente del consiglio ha fatto ritorno a Palazzo Chigi a piedi parlando con i giornalisti. «Crisi di governo? Spero di no. Una crisi non sarebbe compresa dal Paese. Il governo può andare avanti solo col sostegno di tutte le forze di maggioranza» ha detto replicando ai cronisti. «Il governo non può prendere un voto qua e uno là, serve una maggioranza solida; spero non si arrivi alle dimissioni delle ministre, lavoro su un patto di legislatura».

 

 

 

 

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