Renzi scrive ai parlamentari: … nessun Paese europeo ha mai fatto così tante riforme in così poco tempo – VIDEO

Matteo-RenziFra gli  investimenti in Beni culturali, i dati in crescita su turismo e industria, il mese di agosto sembra riservare alcune buone notizie sia per i cittadini che per il Presidente del Consiglio. “Le Riforme non si fermano, nonostante i mugugni , dice Renzi, l’Italia si muove e sta cambiando passo!”

Dopo gli 80 milioni di euro da investire nei Beni culturali, arrivano oggi altre due buone notizie: la produzione industriale a luglio sale dello 0,6%, rispetto a giugno, a dirlo è il Centro studi di Confindustria, che indica anche un miglioramento del trend: Nel secondo trimestre 2015 l’attività è aumentata dello 0,4% sul primo, mentre sempre secondo il Centro stud il Paese per il terzo trimestre indica una variazione congiunturale acquisita di +0,2%. A questo dato si aggiungono quelli relativi ai mutui, che registrano un boom nel primo semestre, pari a  +76,2% sul 2014. In aumento anche i finanziamenti alle imprese (+16,2%) e il credito al consumo (+18,2%).

turismoInfine i dati sul turismo: in crescita dell’8,6% sul 2014 , vale a dire che oltre 30 milioni di Italiani tornano quest’anno a muoversi per andare in vacanza, di questi l’81% (quasi 25 milioni) rimarranno in Italia, mentre nel 19% dei casi (oltre 5 milioni) andranno all’estero. Il giro d’affari è di 18,3 miliardi rispetto ai 17 del 2014 , con un +7,7% complessivo. Sul fronte delle Riforme, intanto, si registra la conversione in Legge del decreto enti locali, che procede sulla strada della spending revew e taglia di 2,35 miliardi le spese sanitarie ma contemporaneamente trasferisce 2,9 miliardi agli enti locali per il pagamento dei vecchi debiti ai fornitori. Nel testo finale c’è anche un allentamento del patto di stabilità per i comuni veneti colpiti dalla tromba d’aria e la soluzione per i dirigenti delle agenzie fiscali.

pubblica amministrazioneMa la soddisfazione maggiore il Presidente del Consiglio la riserva all’approvazione della Riforma della Pubblica Amministrazione, che dovrebbe segnare una svolta storica nei rapporti fra cittadini e Stato, imprese e amministrazioni. Una legge che affida al riordino della dirigenza uno dei punti chiave della riforma, con il ruolo unico dei dirigenti (uno per lo Stato, uno per le regioni e uno per gli enti locali), i incarichi, assegnati in base al merito e alla formazione continua. Dureranno fino a quattro anni (con l’aggiunta di due anni, se necessario, ma per una sola volta) e chi resterà senza incarico potrà chiedere di essere “demansionato” a funzionario per non perdere il posto. La riforma introduce anche la licenzi abilità dei dirigenti , la valutazione sul loro operato e, la possibilità di divieto o revoca dell’incarico in settori esposti al rischio corruzione per i dirigenti condannati anche in via non definitiva dalla Corte dei conti al risarcimento del danno erariale. Da riscrivere integralmente il testo unico del pubblico impiego, che tra l’altro dovrà puntare a rendere concreti e certi i tempi dell’esercizio dell’azione disciplinare nei confronti dei dipendenti pubblici.


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