Ferrara piange Renzo Melotti, filantropo innamorato dell’arte

melottiE’ venuto a mancare Renzo Melotti, gallerista e filantropo ferrarese conosciuto in città per il suo impegno in campo artistico.

Lasciò il suo impiego nella dirigenza di un’importante industria alimentare italiana per dedicarsi totalmente all’arte e alla sua divulgazione soprattutto nella sua Ferrara.

Questo era Renzo Melotti, nato ad Ambrogio nel copparese 86 anni fa e scomparso il 15 aprile scorso a causa di una grave malattia. Ora riposa in Certosa a Ferrara. Per volontà dello stesso Melotti, se ne dà notizia solo oggi.

Filantropo conosciuto in città grazie alle sue numerosissime donazioni come i quadri esposti all’ospedale Sant’Anna, nel 1978 Melotti inaugurò il suo “Studio d’arte” in via Aldighieri a Ferrara con la mostra dedicata a Ligabue, e fin da subito si impose nel panorama delle gallerie d’arte nazionali. Poche le mostre ma tutte ben curate nella galleria poi chiusa dopo 26 anni di intense attività: tra gli artisti esposti, Picasso, Mirò, De Chirico, Renato Guttuso, Giò Pomodoro, Giuseppe Migneco e Lindsay Kant. Dall’84 al ’94 promosse inoltre l’iniziativa artistica “Dieci artisti per Ferrara”, i cui proventi portarono all’acquisto del centro di endoscopia pediatrica donato all’azienda ospedaliera Sant’Anna.

Nel 1995 creò il lascito quadreria d’arte contemporanea “Renzo Melotti”, oltre duecento le opere donate al Sant’Anna, tra cui figurano anche opere di Guttuso e Salvatore Fiume, grazie anche agli ampliamenti del lascito nel 1998 e nel 2002.

In collaborazione con i professori Paolo Georgacopulo e Andrea Franchella, inoltre, creò il fondo per la ricerca “Melotti” le cui risorse finanziarono gli studi degli specializzandi in chirurgia pediatria, impegnati anche in missioni umanitarie in Africa e America centrale. Nel 1996 gli venne assegnato il Premio Stampa di Ferrara, tra le varie amicizie di Melotti da annoverare anche quella con Cesare Zavattini e la collaborazione con Mario De Micheli.

Un ferrarese che ha segnato un’epoca importante per Ferrara, più volte ospite negli studi di Telestense per raccontare il suo impegno per la città: Melotti lascia un importante vuoto nel panorama culturale ferrarese.

Nota del sindaco di Copparo, Fabrizio Pagnoni

Con grande tristezza, questa mattina, abbiamo appreso della scomparsa di Renzo Melotti, figlio illustre della terra copparese.

Desidero esprimere il cordoglio mio personale, dell’Amministrazione comunale e della comunità per questa grave perdita e la vicinanza a familiari, amici e a quanti hanno apprezzato Melotti come uomo e come alta personalità del mondo culturale.

Renzo Melotti è nato nella casa al civico 3 di quella che allora si chiamava via Ca Vecchia ad Ambrogio, dove ha vissuto fino all’età di 6 anni. Dopo il trasferimento a Fiume, è tornato nel 1945 in paese, con cui ha mantenuto rapporti stretti, pur spostandosi dopo qualche anno a Ferrara.

Distintosi per l’attività di gallerista e la passione per le arti figurative contemporanee e per l’azione divulgativa e promozionale dell’arte, Melotti ha ricevuto la cittadinanza onoraria di Copparo il 20 aprile 1999, conferita oltre che a valorizzazione delle sue radici, per premiarne l’opera di sensibilizzazione nel campo dell’arte e l’altissima opera meritoria a favore dell’infanzia (con una generosa donazione ha dato vita al reparto di endoscopia pediatrica all’ospedale Sant’Anna).

A Copparo fece una cospicua donazione di opere d’arte, al centro purtroppo di dissapori con il Comune all’inizio degli anni 2000. Malgrado questa pagina triste, ritengo che il nostro paese debba ricordare con stima e affetto uno degli esponenti più insigni del mondo culturale ferrarese e non soltanto, a cui ha dato i natali.

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