RepIdee Bologna 2021: dalle donne l’idea di un nuovo welfare dopo la pandemia

La pandemia ha accresciuto tutte le disuguaglianze, questo il leit motiv del confronto a più voci fra Elly Schlein, vicepresidente della Regione Emilia Romagna, Linda Laura Sabbadini, chairwoman del Women 20, direttrice dell’Istat, e Flavia Franzoni studiosa di politiche e fenomeni sociali, insieme  sabato 10 luglio a Bologna, sul palco della Repubblica delle idee per parlare di welfare con il vicedirettore Francesco Bei.

Ad essere svantaggiati sono stati gli anziani più di tutti esposti alla gravità del contagio, i giovani destinati a subire gli effetti socioeconomici del lockdown, le donne, messe alla prova da una clausura che ha visto infrangersi in moltissimi casi il precario equilibrio fra lavoro e gestione della famiglia, ma anche la perdita di tanti  posti di  lavoro. Un fenomeno molto preoccupante in un Paese che già prima di Covid 19 registrava soltanto un 50% di donne occupate sull’intero universo femminile. La perdita del lavoro, in questo caso, provoca ricadute negative sia in termini di maggiore povertà delle famiglie che di  minore autonomia delle donne.

Un arretramento, contro cui combattere con misure adeguate, investendo sulle infrastrutture sociali perché le donne non siano quelle che compensano con un lavoro di cura non riconosciuto e non retribuito le carenze di servizi pubblici e la mancata volontà delle classi politiche di concepirle come strumenti necessari alla crescita del Paese. Affermazioni su cui con molta forza si sono trovate d’accordo le tre ospiti di Repidee.

 

Per combattere le vecchie e nuove povertà ha detto Elly Schlein servono strumenti di rilevazione dei diversi bisogni perchè il pubblico risponda a tutti con misure diverse, ma calibrate sulle reali necessità: quindi “Pagare bollette, sostenere gli  affitti rafforzare la sanità pubblica, i servizi domiciliari, le scuole dell’infanzia, abbattendo rette e ampliando l’offerta. Una strategia adottata dall’Emilia Romagna a partire dall’emergenza Covid.

“Non dobbiamo pensare che la disuguaglianza diventi un destino, ha detto Linda Laura Sabbadini, Non si può ritenere, ha aggiunto con forza,  il welfare un costo. Siete antichi, lo dico a chi pensa che le infrastrutture economiche siano superiori a quelle sociali” “Bisogna porre fine a questa priorità assoluta economicista e antica che ancora vige nel nostro Paese”.. Investire sul welfare significa investire sulla qualità della vita delle persone e di una società.

“Questa crisi ha detto Flavia Franzoni ci ha insegnato che i cittadini hanno bisogno che la sanità ci sia, che sia pubblica e universalistica,  e che sia di prossimità, come le case della salute. Là dove ci sono le case della salute sono calati del 16% i ricoveri impropri in ospedale, e fino al 25% dove sono presenti anche i medici di base”.

Bisogna evitare ha ribadito Elly Schlein di creare tensioni e guerre fra poveri: la Regione ha imparato velocemente ad adattare gli strumenti di supporto senza mettere in competizione chi aveva già fragilità.” Occorre guardare in faccia alle persone e ai territori e misurare le risposte alle singole identità.

Quanto all’utilizzo dei fondi del Pnrr, l’obiettivo dovrà essere il contrasto alle disuguaglianze, la povertà educativa, la conciliazione della vita e del lavoro, per permettere alle donne di lavorare. Serviva “un vincolo dell’unione europea sull’uguaglianza di genere, ripete ormai come un mantra Linda Laura Sabbadini, che invece non c’è stato,   ”

Da Flavia Franzoni che ha sottolineato come la smania dell’efficienza a partire dagli anni ’90 abbia prodotto insieme alla lotta contro gli sprechi anche la  cancellazione di alcuni diritti, un avvertimento per il futuro, per farci capire questo rischio è sempre in agguato, soprattutto quando si parla di fasce fragili della popolazione e delle donne: il cui ruolo sociale resta ancora nella cultura dominante, subalterno.

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