Rete Pace e Disarmo: 12 proposte per un’economia di pace e di giustizia, Chiostro S. Spirito

Si è parlato Anche di Next Generation e delle 12 proposte avanzate dalla Rete della Pace e del disarmo al governo Draghi, nell’incontro promosso, nel chiostro del vicolo di Santo Spirito 11, a Ferrara   venerdì 10 settembre, dalle 18 alle 20, dal Movimento nonviolento di Ferrara e dall’Istituto di Storia contemporanea. Sono intervenuti , Daniele Lugli, Mauro  Presini, educatore e Mattia Antico, responsabile del Servizio civile volontario dell’Arci di Ferrara.

Sono 12 le proposte  avanzate al PNRR e al governo Draghi dalla Rete italiana pace e disarmo, nata in occasione della Giornata mondiale della Pace il 21 settembre del 2020 dall’iniziativa unitaria di molte reti pacifiste preesistenti  che operano nel campo  della collaborazione internazionale, della solidarietà, della promozione della pace, della tutela dei diritti umani, come ad es. Acli, Agesci, Arci, Cgil, Legambiente, Uisp, il Movimento Nonviolento,  che si è assunto compiti di segreteria.

Il documento inviato al Governo, portato a vari  tavoli istituzionali al Consiglio nazionale dei giovani e Consulta nazionale del servizio civile, presentato al Forum per lo sviluppo sostenibile, consegnato ed illustrato al Presidente della Camera, che ha manifestato il suo apprezzamento,  è nato già a Febbraio dalla convinzione che le risorse messe in campo per il PNRR possano essere  un’occasione per realizzare politiche di “pace e disarmo.

Le proposte,  Illustrate nell’incontro da Daniele Lugli,  sottolineano, da un lato come il Piano non possa rimanere in una ristretta visione nazionale, dall’altro indicano i passaggi necessari per un’economia disarmata e sostenibile. Seguono due proposte sulla  difesa civile nonviolenta, essenziale  ma gravemente trascurata,  tre proposte sul  Servizio Civile universale, mentre le due proposte finali sono dedicate  all’educazione alla pace.item-thumbnail

L’incontro, ferrarese,  promosso da Istituto di Storia Contemporanea e dal Movimento nonviolento, ha proposto all’attenzione  in particolare questi ultimi obiettivi, invitando i presenti ad una riflessione sia sulle modalità del Servizio civile, così come testimoniato dall’esperienza di volontario, prima, e di tutor, poi, di Mattia Antico, sia su una didattica che si impegni nella promozione di una vera educazione alla pace. “Educazione, ha detto Maurro Presini, che non può esaurirsi in un progetto una tantum, ma deve essere realmente calata nella vita di classe ed entrare  nel vissuto e quindi nelle relazioni fra docenti e allievi,  fra gli stessi allievi e fra scuola e famiglia, almeno nei primi cicli della formazione scolastica.

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