Riaperture posticipate: protestano le associazioni di categoria

La scelta di posticipare la riapertura di attività commerciali e artigianali, messa in atto dall’ultimo Decreto Conte operativo dal 4 maggio, non piace alle associazioni di categoria. Poche ore dopo l’annuncio del Premier su come procedere, relativamente alla fase 2, sono state diverse le proteste, a tutela di chi sta pesantemente subendo i danni economici dello stop delle proprie attività.

“L’impianto del Decreto prende in considerazione unicamente le esigenze della grande industria, e perde completamente di vista le piccole e medie imprese, che pure costituiscono il 90% del tessuto economico del Paese”, dichiara Diego Benatti, direttore di CNA Ferrara. “In questo modo”, continua, “il settore va verso la chiusura di almeno un’impresa su tre, dando peraltro buona linfa all’abusivismo. Che del rispetto delle norme sanitarie se ne frega”.

Parole analoghe a quelle di Ascom Confcommercio Ferrara che rincara sostenendo che “ogni giorno di riapertura rinviato determina un pesante ed ulteriore aggravio per le imprese, già vicine al collasso. E’ evidente che ora bisogna intervenire con indennizzi a fondo perduto per le imprese, e blocco totale delle tassazioni locali”.

Mentre Ascom chiede alle istituzioni che si facciano concretamente carico delle istanze delle attività che sono già arrivate al limite della sopravvivenza, CNA auspica che si possa ripensare ad una data più consona, ipotizzata in lunedì 11 maggio.

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