RIBAUDO: pallamano al centro della sua quotidianità

Il tecnico di Ferrara United felice di essere un punto di riferimento dentro e fuori dal campo

La pallamano, per me, è una grande passione attraverso la quale ho potuto misurarmi – e ancora adesso è così – quotidianamente con il mio carattere, modellandolo, strutturandolo, rinforzandolo e facendoci i conti. Poi è un luogo, fatto di persone, palazzetti, allenamenti, partite, viaggi, emozioni positive e negative, energia. È una scuola, dove se sei diligente e curioso, se stai attento e ti applichi, se studi e sai imparare dai tuoi errori, puoi crescere tanto sia dal punto di vista sportivo che sotto il profilo umano. È un’opportunità per dimostrare il tuo valore, per fare nuove amicizie, per essere parte di un insieme e capire che – anche se non diventerai il migliore – potrai comunque renderti utile”. Lucio Ribaudo allena il Ferrara United, ma è anche molto altro: un esempio a 360°, un punto di riferimento fondamentale, una persona – ed un tecnico – semplicemente straordinaria nella sua totalità. “La mia passione per la pallamano”, le sue parole, è nata a Messina nel 1987, durante il primo anno di scuola superiore, dove il Prof.Giandomenico Pellegrino – insegnante di educazione fisica e mio primo allenatore – me l’ha fatta conoscere”. Tante le emozioni: “E non mi riferisco solo alla gratificazione dopo una vittoria o alla delusione dopo una sconfitta, ma penso a quelle emozioni derivanti dai rapporti umani; alle centinaia, migliaia di abbracci scambiati in campo che oggi un Decreto del Presidente del Consiglio, giustamente, vieta a causa di un brutto virus”. Ma conosciamo meglio Lucio Ribaudo: “Come dicevo ho iniziato a giocare nel 1987, negli allievi d’eccellenza del C.U.S. Messina. La nostra prima squadra disputava la serie A2 e sono arrivato ad esordire in quella categoria nel campionato 1988/1989. Ho giocato pochi anni, fino al 1992, perchè mi affascinava il ruolo dell’allenatore tant’è che nel 1991 ho conseguito il primo livello ed ho subito cominciato ad allenare”. Una carriera in panchina davvero prestigiosa, la sua: “La prima squadra che ho allenato è stata una serie C femminile, il C.U.S. Messina, nel 1991/1992 ed abbiamo vinto il campionato. Sempre il C.U.S. Messina mi ha dato la possibilità di allenare la prima squadra con la quale abbiamo vinto il campionato di serie A2 femminile: siamo rimasti nella massima serie fino al 2004, anno in cui abbiamo conquistato il diritto a disputare le coppe europee ma la società ha deciso di non partecipare più al campionato, chiudendo l’attività. Dal 2004 al 2009 ho allenato, sempre in serie A1 femminile, prima a Nuoro poi a Salerno ed a Ferrara dove ogni anno ho disputato i play-off scudetto e le coppe europee. Contemporaneamente, dal 1998 al 2005, ho avuto l’incarico di tecnico federale: sono stato allenatore della Nazionale Cadette, poi della Allieve, dell’Under 21 ed allo stesso tempo prima vice poi capo allenatore della Nazionale Maggiore insieme a Liliana Granulic, attuale tecnico della squadra nazionale femminile. Sono stati anni intensi, ricchi di esperienze internazionali altamente formative. Nella stagione 2013/2014 passo all’Handball Estense in serie A1 maschile”. Nel 2015 è stato fondato il Ferrara United: “Ed io ci sono da quei giorni in cui il progetto era solo un embrione”, incalza Coach Ribaudo. “Il primo anno abbiamo vinto il campionato di serie B maschile e siamo stati promossi in serie A2, categoria nella quale abbiamo già partecipato per due anni ai play-off promozione e dove attualmente militiamo. È una realtà consolidata sia a livello societario che dal punto di vista tecnico grazie alla passione dei giocatori, del Presidente Marco Pazzi, dei dirigenti Francesco Alberino, Enrico Bonzanini e di altri collaboratori che – impegni lavorativi permettendo – ci aiutano in ogni modo. La rosa è composta da atleti piuttosto giovani, qualcuno dei quali ha già maturato esperienze significative anche in massima serie e poi alcuni giocatori più maturi sui quali posso fare affidamento quando ne ho bisogno sia in campo che nella gestione della vita di gruppo o di singole problematiche e con i quali si è instaurato un rapporto di sincera amicizia ed affetto”. Inevitabile una considerazione: “La stagione in corso (prima dell’interruzione forzata causa coronavirus) procedeva piuttosto bene, ci stavamo compattando giorno dopo giorno trovando intesa, collaborazioni, soluzioni sempre più efficaci e soprattutto identità. Abbiamo fatto qualche passo falso di cui nessuno di noi è stato contento ma, per una squadra nuova con tanti giovani in campo, credo sia fisiologico e comunque i punti conquistati sul campo dicono che in atto saremmo in piena corsa play-off promozione, quindi stagione decisamente positiva. Adesso siamo fermi ma con Andrea “furia” Ansaloni (preparatore dei portieri e vice allenatore) e con Riccardo Bertocchi (preparatore atletico e addetto al recupero degli infortuni) stiamo preparando delle tabelle con esercitazioni che possono essere seguite a casa dai nostri atleti in maniera tale da tenersi in allenamento”. Poi un messaggio, unitamente con squadra e società, che è anche ben presente sulla pagina Facebook di Ferrara United: “Occorre necessartiamente e rigorosamente rispettare le regole, stare a casa, prendersi cura di noi stessi ed aggiungerei – in questo periodo di grande frustrazione – fare esercizio di pazienza, essere gentili, sorridere (anche se sotto la mascherina non si vede, il sorriso, se è spontaneo, si vedrà dentro gli occhi)”. La conclusione è davvero significativa e rispecchia tutta la grandezza di Coach Ribaudo. “Sento tanto parlare di uguaglianza tra uomo e donna, tra popoli, tra diversamente abili e normodotati. Ecco, più che un motto esprimo un pensiero a riguardo: meno uguaglianza, più equità”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *