Ricaricare le falde per combattere la siccità

Due aree-pilota in Friuli Venezia Giulia e in Emilia Romagna faranno da “cavia” a un esperimento di “ricarica” delle falde acquifere sotterranee, impoverite dalla siccità di questo periodo.

La sperimentazione rientra nel progetto “Warbo” acronimo per Water Reborn-Artificial recharge (Ricarica artificiale degli acquiferi), coordinato dall’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (Ogs) di Trieste in collaborazione con Arpa-Fvg, Università di Ferrara, Udine e Padova, nell’ambito del progetto europeo Cami (Caratterizzazione dell’Acquifero con Metodologie Integrate).

Le due aree test si trovano nell’alta pianura friulana, fra il Tagliamento e il Livenza, e nel territorio di Copparo.

Integrando telerilevamento, idrogeologia, geofisica applicata, geochimica ed economia ambientale, verrà valutata la possibilità di creare pozzi artificiali dai quali immettere acqua nel suolo, e così rifornire le falde che si stanno progressivamente impoverendo.

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