Ricordando Angela

In questo week end pieno di eventi, il funerale della piccola Angela potrebbe rischiare  di passare in secondo piano, essere oggetto di interesse solo per gli inquirenti. In realtà, per noi, in redazione non è stato così e crediamo nostro dovere farvene  partecipi.

Per non lasciare che nel mondo prenda il sopravvento la malvagità di di chi per sbarazzarsi di una creatura innocente, non ha esitato a   sopprimerla e a torturarla gettandone via il corpicino come se si trattasse di un inutile rifiuto, noi, uomini e donne che ci diciamo di buona volontà dobbiamo fare appello a tutto l’amore di cui siamo capaci. Perché solo la forza dell’amore può sperare di vincere il potere contagioso della malvagità.

Il nostro amore per Angela, una creatura dalla vita brevissima che  oggi con il funerale abbiamo riconosciuto come parte viva del nostro mondo, è un amore disinteressato e  per questo è davvero potente. Potente l’amore di chi ne ha raccolto il corpicino, e curato che avesse anche lei, piccola creatura abbandonata, un rifugio e una lapide che ne consegni il nome al tempo.

Ma è un amore segnato ahimè anche da un indelebile senso di colpa, perché noi sentiamo il   rimorso di non avere fatto abbastanza perché atti del genere non si compiano in quest’area di mondo, che definiamo tanto spesso civile, colta, piena di umanità. Sentiamo che in qualche modo la crudele morte di angela va inesorabilmente ascritta alla nostra indifferenza collettiva e individuale verso tante giovani donne che vivono come un peso insopportabileo come una colpa la loro indesiderata maternità.

Ad Angela, creatura senza sorriso e senza mamma, oggi va il pensiero di tutti noi che ne conosciamo l’esistenza, noi  donne e uomini dell’informazione delle forze dell’ordine, della sanità, de lle amministrazione del comune di poggiorenatico, della magistratura, il mondo che sta attorno ai crimini, li racconta, ne fa oggetto di indagine, accoglie le vittime e punisce i colpevoli se li trova e quando ciò è possibile. Di Angela vittima innocente e inconsapevole non conosciamo il dolore che l’ha accompagnata nella morte, non sappiamo  nulla di come sia venuta al mondo. Ma  è proprio questo pesante coltre di mistero che ci separa da lei , che ci lega alla sua breve vita. Al suo ricordo. Noi piccola Angela ti ricorderemo, ma questo non ci deve bastare. Perchè sappiamo che la tua brevissima e tragica venuta al mondo potrà avere un senso solo se noi, qui, in questo angolo di terra riusciremo ad evitare che altri piccoli angeli abbiano la tua stessa sorte.

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