Ricostruzione: la Gdf scopre 4 mln di euro di pratiche false

Quarantasei persone totalmente sconosciute al fisco per un valore imponibile di base totalmente evaso di 30milioni di euro.

E per queste persone la regola era di aprire una sede societaria all’estero con l’intento di non pagare le tasse in Italia dove invece operavano.

Questo è solo uno dei settori in cui la guardia di finanza di Ferrara ha operato nel 2016, svolgendo la sua attività di controllo nel territorio provinciale.

Il bilancio dell’attività delle fiamme gialle è stato fatto questa mattina nel corso di una conferenza stampa tenuta proprio dal comandante provinciale, Sergio Giovanni Lancerin con a fianco il comandante del nucleo di polizia tributaria, il tenente colonnello Antonino Magro e il comandante della compagnia di Ferrara, Antonio Onorato.

Il numero uno della polizia economico finanziaria dello Stato esprime soddisfazione per il lavoro svolto dal corpo in tutti e tre gli ambiti in cui le fiamme gialle operano: le entrate, con la scoperta degli evasori totalmente sconosciuti al fisco, nel controllo della spesa pubblica, in particolare per quanto riguarda le erogazioni arrivate dopo la ricostruzione. I controlli infatti hanno portato gli uomini delle fiamme gialle a portare alla luce un numero di pratiche per la richiesta di contributo per la ricostruzione dopo il terremoto che in realtà non doveva essere erogato dagli enti pubblici per circa quattro miloni di euro.

L’attività della guardia di finanza, soprattutto in città è stata anche nell’ambito della sicurezza. Oltre 2000 le pattuglie messe in strada per contrastare anche il fenomeno dello spaccio e per controllare il fenomeno degli affitti e dei sub affitti in nero, sopratutto nella zona del Gad. E poi il contrasto alla criminalità in ambito economico, sopratutto con le indagini svolte in ambito fallimentare. Settanta gli imprenidtori indagati di cui 40 poi denunciati per bancarotta fraudolenta.

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