Fondi post-sisma Emilia: c’è anche la Cattedrale di Ferrara

Ricostruzione post-sisma. Via libera dalla Corte dei Conti al programma di interventi del ministero dei Beni culturali.

Stanziati oltre 51 milioni di euro per il restauro dei beni emiliano-romagnoli lesionati. Sette gli interventi previsti nel ferrarese.

Ci sono anche i fondi per gli interventi di restauro della Cattedrale di Ferrara nei 51 milioni e 630 mila euro che il ministero dei Beni e delle attività culturali ha stanziato destinandoli a 21 edifici di interesse culturale, tra chiese e luoghi non destinati al culto del territorio emiliano-romagnolo lesionati dal sisma del maggio 2012.

Oggi è arrivato il via libero dalla Corte dei Conti peFondi sismar il programma di interventi del ministero.

Lo sblocco di queste importanti risorse è una notizia molto attesa nelle aree colpite dal terremoto- afferma l’assessore alla Ricostruzione post-sisma, Palma Costi– che ci consente, come avevamo annunciato, di accelerare il percorso dedicato agli edifici storici. Un tassello fondamentale affinché la nostra terra ritorni più bella e forte”.

Nel ferrarese sono previsti sette interventi per un totale di 15 milioni e 550 mila euro. A Ferrara saranno sulla Basilica cattedrale di San Giorgio Martire (7 milioni e 700 mila euro), le chiese di Sant’Apollonia (800 mila euro), di San Francesco (2 milioni e 300 mila euro) e dei Santi Giuseppe Tecla e Rita (500 mila euro) e Casa Minerbi (200 mila euro). Interventi anche in provincia, a Buonacompra di Cento sulla chiesa di San Martino di Tours (4 milioni di euro) e a Mirabello sull’Oratorio della Beata Vergine di San Luca (50 mila euro).

Sulla ricostruzione stiamo portando avanti un lavoro davvero molto importante- sottolinea il presidente della Regione e Commissario alla ricostruzione, Stefano Bonaccini– grazie a un gioco di squadra che vede insieme istituzioni e cittadini, i territori, i sindaci e gli enti locali, il Governo. Un’azione condivisa che ci ha permesso di far tornare la gran parte delle persone nelle proprie abitazioni, di non far perdere un giorno di scuola agli studenti e di far ripartire l’economia a ritmi addirittura superiori rispetto a prima. E ora, con il via libera a questi 51,6 milioni, daremo ancora più forza all’azione di recupero del patrimonio storico e architettonico dei nostri luoghi”. 

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