Ridotta in schiavitù e obbligata a sposarsi: fermati padre e fratello

Una ragazza di 18 anni di origine marocchina avrebbe subito pesanti maltrattamenti da parte del padre e di un fratello e sarebbe stata obbligata a sposarsi col cugino.

La squadra mobile ha arrestato il padre, un 56enne accusato di maltrattamenti, minaccia grave e sequestro di persona in concorso con il figlio 32enne a cui è stata applicata la misura del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla parte offesa con l’obbligo di tenere una distanza di almeno 500 metri.

Venerdì 26 novembre la giovane, residente nel bolognese, avrebbe chiesto aiuto ad una volante della polizia in servizio di controllo del territorio. La ragazza avrebbe riferito che il padre l’avrebbe minacciata di morte dopo che lei si sarebbe rifiutata di seguire i precetti della religione mussulmana. In particolare, la 18enne aveva un sogno: fare l’estetista, ma il padre non voleva e l’avrebbe fatta ritirare da scuola.

Nel frattempo, diventata maggiorenne, la ragazza avrebbe trovato lavoro a Ferrara prendendo casa con amici e cercando di emanciparsi diventando autonoma. Ma il padre e il fratello l’avrebbero riportata a casa, poi la sua richiesta di aiuto alla polizia. Durante il colloquio successivo in un luogo protetto, la neo maggiorenne avrebbe riferito che nel 2018 era stata portata in Marocco dai genitori per sposare il cugino di 32 anni, figlio del fratello del padre.

L’anno prima, a seguito di un ennesimo litigio, il padre e il fratello l’avrebbero rinchiusa in un cantina dove sarebbe rimasta per due giorni, legata mani e piedi ad una sedia. Il padre, mentre la legava, le avrebbe detto “questa sarà la tua tomba”. Innumerevoli gli atti di violenza fisica e psicologica che avrebbe subito la giovane, elementi raccolti dalla mobile che hanno permesso all’autorità giudiziaria di richiedere la misura a carico del padre e del fratello.

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