Gestione pubblica rifiuti: Ferrara in Comune e Mi rifiuto chiedono all’Amministrazione di dare ascolto ai cittadini

lavoro rifiuti plastica ricicloSulla gestione pubblica del servizio raccolta e smaltimento rifiuti, le Associazioni tornano all’attacco e, dopo il “no” dell’Amministrazione alla delibera di iniziativa popolare, dicono “Il Comune avrebbe dovuto assisterci nella formulazione della delibera rifiutata” di cui raccontano l’iter e chiedono di andare avanti.

Non si accontentano della risposta data alcuni giorni fa dal capogruppo PD in Consiglio e chiedono all’Amministrazione di andare avanti dando ascolto, a ciò che i cittadini hanno chiesto con la petizione a sostegno della delibera di iniziativa popolare. Ferrara in Comune e Mi rifiuto, le due associazioni che a fine luglio hanno presentato agli uffici comunali la raccolta di firme, quasi 1000, a sostegno di una delibera di iniziativa popolare che chiedeva di portare in Consiglio la proposta di realizzare uno studio di fattibilità sulla ripubblicizzazione del servizio rifiuti, ieri in conferenza stampa hanno fatto la cronistoria della vicenda entrando nelle pieghe delle non facili relazioni con la burocrazia comunale.

L’obiettivo di Ferrara in Comune e Mi rifiuto è tornare alla gestione pubblica della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti, ma per convincere l’amministrazione decidono di dare voce ai cittadini adottando la via, mai utilizzata finora, ma prevista dallo Statuto del Consiglio comunale, della delibera di iniziativa popolare sostenuta da una a raccolta di firme, che ha superato la soglia di … adesioni arrivando a quota “Abbiamo seguito passo passo le indicazioni della normativa, dice Marcella Ravaglia a partire dal 3 marzo, quando abbiamo presentato la 1° versione della delibera all’ufficio protocollo comunale chiedendo assistenza agli uffici per scriverla correttamente.

Dopo vari scambi a voce con la Segreteria generale, una email della dottoressa Cavallari il 17 aprile ci ha comunicato che la delibera non andava perché faceva riferimento ad una posta di bilancio ormai inesistente, aggiungendo il documento di Atersir con un indirizzo del Comune per andare a gara e quindi escludere la gestione in house del servizio rifiuti, più un resoconto giornalistico negativo sull’esito della ripubblicizzazione attuata a Forlì

A quel punto, continua Ravaglia, cambiata la posta di bilancio, raccolte le firme, incontrate forze politiche e il presidente del Consiglio Comunale, Girolamo Calò, veniamo a sapere che la nostra richiesta richiedeva una spesa di 50.000 euro non 10.000 con conseguente necessità di variazione di bilancio e di modifica del Dup, documento unico di programmazione della Giunta, in sostanza il vademecum dell’amministrazione. Di qui venerdì scorso i 2 pareri negativi dell’amministrazione e la morte burocratica della delibera con l’impegno, comunque, della maggioranza di portare avanti la proposta dello studio di fattibilità, non, però su costi ed effetti della ripubblicizzazione, ma sul confronto fra le varie gestioni possibili, pubblica, privata e, chissà, magari anche mista.

Tutto giusto, tutto accettabile, dice Ravaglia, tranne il fatto che non è questo che hanno chiesto con le loro firme i cittadini, che non vogliono un confronto a 360° sulle gestioni possibili, ma uno studio specifico di fattibilità sul ritorno al pubblico.

Per andare avanti le due Associazioni indicano due strade a Calò, che se ne farà interprete presso Sindaco e Giunta: quella tecnica, che chiede ex post quell’assistenza procedurale, che non è stata loro data al momento giusto – dice Ravaglia – e quella politica. “In sostanza se non ci si vuole attaccare ai cavilli della burocrazia comunale, conclude Ravaglia, il sindaco e la giunta facciano la variazione di bilancio e la modifica al DUP, e lascino procedere la delibera per lo studio di fattibilità richiesto.”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *