Riforma della scuola: le contestazioni

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La messa a punto della riforma della scuola targata governo Renzi Prosegue: in questi giorni, e fino al prossimo 13 aprile, le commissioni Cultura e Istruzione di Camera e Senato ascolteranno il parere di associazioni di categoria, addetti ai lavori, fondazioni ed enti che si muovono nel settore dell’Istruzione.

L’obiettivo è portare a compimento il Disegno di legge soprannominato “La buona scuola”, che porta con sé una serie di importanti novità non tutte ben viste dalle associazioni sindacali. Il disegno di legge conferisce maggiore autonomia agli istituti scolastici, ai presidi la possibilità di scegliere i docenti della propria scuola da un apposito albo; la riforma inoltre porterà con sé l’assunzione di circa 100mila docenti precari, presi dalle graduatorie, esaurite le quali gli insegnanti potranno entrare nella scuola esclusivamente per concorso; i docenti avranno a disposizione una cifra annuale (500 euro) per curare il proprio aggiornamento professionale; quanto agli scatti di carriera, continueranno ad essere legati all’anzianità di servizio. I nuovi organici scolastici dovrebbero essere organizzati in modo da evitare classi sovraffollate, mentre saranno concessi sgravi fiscali alle famiglie che iscrivono i figli a scuola non statali ma paritarie.

Dal prossimo 9 aprile e fino al 18, per dieci giorni quindi, i sindacati della scuola di CGIL CISL e UIL, Snals, Confsal e Gilda hanno proclamato uno sciopero di tutte le attività scolastiche non obbligatorie e aggiuntive: i corsi di recupero per gli studenti, l’attività fisica complementare ed altre attività. I sindacati contestano alcuni punti cardine della riforma: in primo luogo, dicono le centomila assunzioni annunciate dal governo sarebbero troppo poche rispetto alla platea dei precari che, anche secondo le regole europee, hanno ormai acquisito il diritto ad essere stabilizzati nel posto di lavoro; la riforma conferisce inoltre eccessiva discrezionalità ai presidi, per quanto riguarda l’assunzione di docenti in ciascuna scuola; gravi perplessità ha determinato, inoltre, la decisione di concedere sgravi fiscali a chi si iscrive alle scuole paritarie. I sindacati chiedono che, sugli aspetti caratterizzanti della riforma, si vada avanti con un dibattito approfondito e disteso, e soprattutto chiedono di avere voce in capitolo nell’elaborazione definitiva del provvedimento.

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