Riforma prescrizione, lo sciopero degli avvocati penalisti

avvocati

Tre giorni di sciopero, dal 24 al 26 maggio, per dire ‘no’ a un riforma del Governo sulla prescrizione.

L’astensione dalle aule dei tribunali di tutta Italia l’ha decisa l’unione delle Camere penali italiana. Gli avvocati penalisti infatti incroceranno le braccia per contestare alcuni punti della riforma che il Governo sta portando avanti.

Il primo punto che viene contestato dagli avvocati penalisti è lo slogan del processo. L’ossimoro “prescrizione più lunga e processi più brevi” dicono le camere penali italiane non può stare in piedi. Per gli avvocati inoltre allungare i tempi del processo viola il principio di presunzione di innocenza e il diritto alla vita degli imputati. Secondo la Camera penale nazionale inoltre deve essere fatto di più in termini di intercettazioni. Per i penalisti oggi la normativa non garantisce per nulla il diritto alla riservatezza delle comunicazioni di coloro che occasionalmente vengono intercettati. I penalisti inoltre si asterranno dalle aule dei tribunali anche per altre ragioni fra le quali l’estensione del ‘processo a distanza’ per il processo per i detenuti, l’introduzione del “doppio binario” del regime speciale del 41bis. Contestano inoltre l’interpretazione delle norme processuali e sostanziali, in materia di misure cautelari reali ed in materia di utilizzo degli strumenti di captazione intrusivi.

Lo sciopero è anche contro la “nuova pericolosa spinta autoritaria, ispirata e alimentata da vari settori della magistratura che alimentano il conflitto aperto dalla Magistratura associata nei confronti della politica – riporta il comunicato dell’Unione Camere penali nazionale – che deve preservare la propria indipendenza dalla magistratura e sottrarsi, con eguale autorevolezza ed autonomia, alla azione condizionante del populismo”. Un’astensione – conclude l’Ucpi – per far sentire la voce dei penalisti a sostegno dell’autonomia del Legislatore, per ricordargli il suo vincolo ai valori della Costituzione, ed il legame indissolubile dei principi del contraddittorio, dell’immediatezza, del giusto processo e della ragionevole durata, con la libertà di tutti e con la vita della nostra stessa democrazia”.

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