Rilancio delle politiche sanitarie post Covid 19: coro di critiche alla nomina OMS dell’ex Premier Monti.

Una nomina a Presidente della Commissione paneuropea dell’Organizzazione mondiale della Sanità,  inattesa per lo stesso interessato, l’economista ed ex premier Mario Monti, accolta in Italia da molte critiche. L’incarico, non remunerato, è delicato e  importante per il futuro della Sanità nei 53 Paesi della Regione europea dell’Oms, cui la Commissione presieduta da Monti dovrà suggerire l’agenda dei futuri investimenti per  rilanciare la Sanità, dopo la pandemia da Covid 19.

Formato da personalità di rilievo del mondo politico, scientifico, sanitario ed economico – sociale, come si legge nel documento istitutivo dell’OMS Europa, la Commissione  sarà indipendente e avrà il compito di trarre  lezioni da come i diversi sistemi sanitari dei 53 Paesi hanno risposto alla pandemia per preparare “una serie di raccomandazioni e riforme per migliorare la resilienza dei sistemi stessi , cercando anche di costruire un consenso attorno a queste raccomandazioni, per elevarle a  priorità politiche e sociali, riconosciute come critiche per avere tanto un approccio sostenibile quanto una coesione sociale”.

Si tratta di un compito di notevole importanza, soprattutto se visto in parallelo con gli obiettivi dichiarati dall’OMS Europa nel documento dal titolo Salute 2020, e declinati in sintesi nei principi di universalità dell’assistenza, equità, sostenibilità ed alta qualità dei servizi.

 La nomina di Mario Monti, individuato per il prestigio e la stima acquisita dall’economista nei suoi diversi incarichi accademici e politici in Italia e in Europa,  è stata in questi giorni  fortemente criticata nel nostro Paese, in primo luogo da chi ricorda l’economista e  preside dell’Università Bocconi, già capo del Governo italiano dal 2011 al 2013 e  due volte commissario europeo, come accanito sostenitore di politiche rigoriste, oltre che ispiratore in anni, lo ricordiamo, difficili per i conti pubblici dell’Italia, di una spending revew in Sanità  del valore di ca 8 miliardi di euro. Ma le critiche vengono anche da chi, sostenendo la salute come diritto universale e bene pubblico, è contrario ad ogni ingerenza del mercato nella gestione della Sanità.

Alessandro SommaUn tema su cui nell’ultimo numero di Micromega  è intervenuto Alessandro Somma, saggista, ordinario di diritto comparato alla Sapienza di Roma, noto nel mondo accademico ferrarese per essere stato per 17 anni docente di Unife. Somma sostiene che la nomina di Monti, se  può apparire un controsenso, in realtà risponderebbe ad  una volontà di  rilanciare, sì, gli investimenti in Sanità, ma  non necessariamente nella Sanità pubblica, anzi potrebbe favorire la presenza del privato nell’ambito dei sistemi sanitari.

La nomina di Monti, secondo il giurista, sarebbe, infatti, coerente con lo studio svolto dal professore su incarico della Commissione europea circa dieci anni fa, in cui l’economista formulò proposte sulla integrazione del mercato proprio nel settore sanitario.

D.B.

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