Riordino delle Province: Ferrara si salva!

Almeno 350mila abitanti e almeno 2.500 chilometri quadrati di superfice. Solo le Province che rispetteranno questi due requisiti si salveranno – come territori- dalla scure della spending review, ovverosia manterranno i confini attuali. E’ quanto ha stabilito il Consiglio dei Ministri, che oggi ha varato la delibera sui criteri degli accorpamenti.

Saranno eliminate anche le 10 province corrispondenti alle aree metropolitane, come le province di Roma, Milano, Napoli, Venezia, Bologna e Firenze. Le nuove Province eserciteranno le competenze in materia ambientale, di trasporto e viabilità (le altre competenze finora esercitate vengono invece devolute ai Comuni, come stabilito dal decreto “Salva Italia”.

Nulla di fatto, invece, sull’annunciata  abolizione delle festività, cui il CDM ha rinunciato per evitare contestazioni “non ci sono casi simili in Europa, e si violerebbe il principio dell’autonomia contrattuale, si legge nel comunicato del Governo, con il risultato di aumentare la conflittualità tra lavoratori e datori di lavoro”.

Nessuna festività abolita, saranno invece ridotte le province 64 su 107.  Asopravvivere, dal punto di vista dei territori, ovverosia manterranno i confini attuali, secondo quanto fissato oggi dal Consiglio dei Ministri, saranno quelle  che hanno almeno 350mila abitanti e che si estendono  su una superficie territoriale non inferiore ai 2500 chilometri quadrati”. La soppressione, ha precisato il ministro Filippo Patroni Griffi, potrà portare il numero delle province a 40 e ridurre a 10 le città metropolitane. La soppressione delle province esistenti e la creazione delle nuove sarà realizzata “con legge”, ha precisato il ministro in conferenza stampa. “Puntiamo a concludere il processo normativo entro il 2012 – ha aggiunto precisando – ma si può fare anche prima”. Stando ai dati Istat, In Emilia Romagna dovrebbero essere accorpate  Reggio Emilia, Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini e Piacenza.in Piemonte, delle otto province attuali, sparirebbero quelle di Vercelli, Asti, Biella, Verbano-Cusio e Novara. In Lombardia dovrebbero essere accorpate quelle di Lecco, Lodi, Como, Monza Brianza, Mantova, Cremona, Sondrio e Varese. Nel Veneto rimarrebbero in vita Venezia Verona e Vicenza. Accorpamento in vista anche per Rovigo, Belluno, Padova, Treviso. In Liguria su quattro province attuali sparirebbero Savona e Imperia. In Toscana, su 10 Province, si salverebbe solo Firenze. In Umbria rimarrebbe solo Perugia; nelle Marche “salve” Ancona Pesaro e Urbino, nel Lazio Roma e Frosinone, in Abruzzo L’Aquila e Chieti, in Molise Campobasso, in Campania salve tutte tranne Benevento. In Basilicata rimarrebbe in vita la provincia di Potenza; in Puglia quelle di Bari, Foggia e Lecce. Infine in Calabria, da accorpare Crotone e Vibo Valentia. A queste sono da aggiungere le province nelle Regioni speciali: in Sicilia su nove rimarranno in vita solo Palermo, Agrigento, Catania e Messina. In Sardegna rimarrà solo la Provincia di Cagliari. Infine in Friuli, su quattro province iniziali, rimarrebbero Trieste e Udine. Le nuove Province eserciteranno le competenze in materia ambientale, di trasporto e viabilità (le altre competenze finora esercitate vengono invece devolute ai Comuni, come stabilito dal decreto “Salva Italia”). La soppressione delle Province che corrispondono alle Città metropolitane – 10 in tutto, tra cui Roma, Milano, Napoli, Venezia e Firenze – avverrà contestualmente alla creazione di queste, cioè entro il primo gennaio 2014.
Nei prossimi giorni il Governo trasmetterà la deliberazione al Consiglio delle autonomie locali (Cal), istituito in ogni Regione e composto dai rappresentanti degli enti territoriali (in mancanza, la deliberazione verrà trasmessa all`organo regionale di raccordo tra Regione ed enti locali). La proposta finale sarà trasmessa da Cal e Regioni interessate al governo, il quale provvederà all`effettiva riduzione delle province promuovendo un nuovo atto legislativo che completerà la procedura.

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