Ripartito a Ferrara il progetto accoglienza bambini saharawi

E’ ripreso quest’anno in Emilia Romagna il progetto di Accoglienza bambini saharawi, bloccato per due anni a causa della pandemia, così quattro piccoli ambasciatori di pace e i loro due accompagnatori sono stati ospitati per una settimana in città, grazie ai volontari dell’associazione Oltre Confine, che da anni si occupa di diritti umani e della Croce Rossa di Ferrara.

Yasimin, Lehbib e i loro amici, durante il resto dell’anno vivono nel deserto roccioso algerino, profughi in una tendopoli, con temperature che durante l’estate possono raggiungere i sessanta gradi.
La popolazione Saharawi vive ormai da quarant’anni lontano dal suo luogo di origine, il Sahara Occidentale, attualmente occupato dal Marocco, cercando di riottenere le proprie terre con metodi di lotta diplomatici e non violenti.

Da vent’anni, grazie ad un progetto di accoglienza regionale realizzato da numerose associazioni di volontariato, un gruppo di bambini ogni volta diverso, trascorre due mesi in Emilia – Romagna e fa tappa anche a Ferrara, per trascorrere una breve vacanza, conoscere i coetanei ferraresi, visitare il territorio e sottoporsi a cure mediche che nel deserto non sarebbero possibili.

Un momento di grande divertimento non solo per i piccoli Saharawi, ma per tutte le persone che li hanno assistiti e accolti nella settimana di soggiorno. La Croce Rossa Italiana ha messo a disposizione volontari e mezzi per gli spostamenti, il Comune di Ferrara ha patrocinato l’iniziativa e l’assessore Micol Guerrini ha ricevuto i bambini presso la Residenza Municipale. Durante la permanenza a Ferrara i bambini hanno potuto conoscere il Po di Volano navigando sulla Nena, grazie a “Il Germoglio” hanno partecipato alle attività del campo estivo, nuotato e giocato in piscina e ai lidi ferraresi, allo Scaccianuvole hanno potuto assaggiare i piatti tipici locali mentre la Bocciofila La Ferrarese ha offerto loro la cena e Er.go l’ospitalità. Una forte rete di solidarietà che ha fatto sentire i bambini come a casa.

Al termine del soggiorno nella nostra regione, i piccoli saharawi rientreranno nei campi profughi con la consapevolezza che esiste un altro mondo oltre il deserto e che il loro popolo non è da solo nella richiesta di un referendum per l’indipendenza, del quale l’ONU continua ad occuparsi.

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