Coldiretti con SBTF punta sul riso – VIDEO

Un incontro per valutare le prospettive del settore agricolo ferrarese, che deve puntare su nuove produzioni del territorio come ad esempio per riso e cereali. E’ l’incontro che si è tenuto alcuni giorni fa, a Jolanda di Savoia, presso la sede di Bonifiche Ferraresi.

Innovazione, ricerca, tradizione e reddito. Questi gli obbiettivi per le imprese agricole se vogliono avere una prospettiva futura, ovvero resistere e competere sul mercato. O almeno secondo Coldiretti che ha illustrato un proprio progetto ad un incontro organizzato nell’auditorium della Società Bonifiche Ferraresi, a Jolanda di Savoia.

 

 

In primo piano riso e cereali ma anche soia, pomodoro, cocomeri e meloni, farro, orzo ed erbe officinali. La parola d’ordine è nuove varietà. Come per esempio il Senatore Cappelli, una varietà antica di grano duro la cui farina è oggi oltre che ben remunerata, molto ambita dalla ristorazione. Anche per il riso si scommette su alcune varietà specifiche come ad esempio lo Yume, di derivazione giapponese, di altissima qualità e particolarmente adatto per preparare sushi.

Non di secondo piano il tema del reddito d’impresa. Le aziende agricole registrano sempre più l’incertezza per collocare i prodotti agricoli, la stagnazione dei prezzi, l’aumento dei costi,e la difficoltà ad individuare gruppi di prodotti economicamente convenienti. Aumenta l’indebitamento, oltre all’incapacità a finanziare gli investimenti.

Per questo durante l’incontro di Jolanda di Savoia, Bonifiche Ferraresi ha messo a disposizione delle aziende agricole interessate le proprie strutture per l’essiccazione, la pilatura e il confezionamento di riso e cereali. Un supporto ed un aiuto, quello di Sbtf, alla commercializzazione di produzioni a filiera corta certificata, che permetterebbe di collocare il prodotto finale sul mercato in maniera più diretta e riconoscibile. Con l’obbiettivo finale, spiega l’organizzazione agricola, di migliorare i risultati economici delle imprese.

Un opportunità che se venisse accolta dalle imprese porterebbe Ferrara e la sua provincia a quadruplicare i quintali di riso trasformato, passando dagli attuali 50mila a 200 mila quintali.

 

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