Riso, Confagricoltura Ferrara: “Corsa contro il tempo per salvarlo”

“Se vogliamo difendere il riso italiano, così come quello degli altri Paesi dell’Unione Europea, bisogna cambiare le regole attualmente in vigore, sospendendo le concessioni offerte nei confronti di taluni Paesi extraeuropei in quanto danneggiano i nostri produttori”.

Lo afferma Gianpaolo Cenacchi, Presidente Provinciale e Regionale e Vice Presidente Nazionale della Sezione Riso di Confagricoltura, che aggiunge – “nel frattempo è indispensabile frenare l’escalation delle importazioni nella UE, limitando i quantitativi dell’import a dazio zero dai Paesi del Sud Est asiatico e subordinandolo a criteri di reciprocità; non è infatti accettabile che si importi riso da Paesi in cui vengono utilizzati prodotti fitosanitari che da noi sono vietati da anni. Sono assolutamente apprezzabili le proposte formulate la scorsa settimana dal Ministro Martina al tavolo della filiera – conclude il Presidente Cenacchi – ma occorre fare presto perché la situazione è gravissima ed è concreto il rischio di perdere una produzione importante per la nostra agricoltura come quella del riso, soprattutto per Ferrara, che con oltre 7.500 ettari coltivati garantisce oltre il 90% della produzione Emiliano Romagnola e si colloca tra le province principali produttrici in Italia”.

L’impegno assunto dal Ministro Martina è quello di intervenire su Bruxelles per riattivare il dossier della clausola di salvaguardia a protezione delle produzioni di riso dei Paesi UE prevista dall’art. 22 del regolamento UE n. 978/2012, che prevede che qualora un prodotto originario di un paese beneficiario di uno dei regimi preferenziali di cui all’articolo 1, paragrafo 2, sia importato in volumi e/o a prezzi tali da causare o rischiare di causare gravi difficoltà ai produttori dell’Unione di prodotti simili o direttamente concorrenti, i normali dazi della tariffa doganale comune possono essere ripristinati per detto prodotto. “Gli interventi su Bruxelles sono assolutamente necessari ma gli eventuali esiti, in caso di accoglimento, non saranno immediati – interviene il Presidente di Confagricoltura Ferrara Pier Carlo Scaramagli – nel frattempo è necessario varare misure a livello nazionale che garantiscano nell’immediato una redditività per le aziende.

Innanzitutto occorre modificare la regole della PAC riducendo gli impegni di greening per i risicoltori e consentendo modifiche nelle regole dei pagamenti accoppiati; occorre inoltre attivare immediatamente misure di promozione del riso italiano per incentivare i consumi, ed introdurre l’obbligo di indicazione di origine e di trasformazione del prodotto, in modo che il consumatore sappia se sta effettivamente consumando riso italiano. Quello del riso è un comparto strategico per il nostro Paese, per questo motivo merita che vengano messe in campo politiche che garantiscano la sua sostenibilità; per quanto riguarda Ferrara – conclude il Presidente Scaramagli – il riso rappresenta uno dei prodotti più caratteristici e di maggior pregio, anche grazie all’IGP Delta del Po e sarebbe una vera sventura se dovesse cadere in una crisi irreversibile”. Per Confagricoltura Ferrara il Consorzio IGP Delta del Po, nato nel 2012 grazie all’impegno di 12 soci fondatori, rappresenta una efficace soluzione per i risicoltori del nostro territorio, perché con il contratto di filiera assicura un prezzo minimo garantito e perché propone un prodotto di nicchia di grande qualità, che si differenzia fortemente soprattutto dalle tipologie di riso che, provenienti da più parti del mondo, stanno inondando i nostri mercati.

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