Risorgimento, spazi e parcheggi: i dubbi della Guarnieri sulla nuova sede del Museo

Era il palazzo in stile liberty di Pico Cavalieri un uomo di una ricchissima famiglia ferrarese che appassionato di chimica morì, nel corso della Grande Guerra, dopo aver cercato di collaudare un idrovolante.

La sua morte portò la famiglia a donare il palazzo al Comune di Ferrara e per questo durante il fascismo il primo piano divenne anche l’ufficio di segreteria di Italo Balbo.

Oggi in quel palazzo c’è l’Avis e l’Anpi, due associazioni importanti della città, ma presto, il palazzo intitolato “Casa della Patria – Pico Cavalieri” potrebbe diventare la nuova sede del Museo del Risorgimento. L’annuncio lo ha fatto la settimana scorsa l’assessore alla Cultura, Massimo Maisto nel corso della presentazione dei nuovi lavori per Palazzo dei Diamanti che da oggi è un cantiere aperto che tuttavia permetterà l’accesso per i turisti. E proprio Palazzo Pico Cavalieri, secondo quanto annunciato dall’assessore Maisto, dovrebbe diventare la nuova sede del Museo del Risorgimento.

Un nuovo spazio che tuttavia alla coordinatrice Antonella Guarnieri crea qualche perplessità. Parcheggi e spazi interni per le mostre sono infatti i due nodi della nuova sede, sottolinea la coordinatrice. “Premesso che ancora non conosco il progetto che ha in mente l’amministrazione – commenta la Guarnieri – ritengo che nonostante quello sia un bel palazzo ci porta un po’ fuori da certi circuiti turistici e sopratutto non è servito da un parcheggio”.

“Sarebbe stato meglio se ci avessero proposto la vecchia sede del Museo Antonioni” aggiunge. La coordinatrice, che con orgoglio sfoggia i numeri di visitatori da quando gestisce la struttura, era settembre 2016, il Museo del Risorgimento ha raggiunto 15mila visitatori, di cui 9mila paganti, dichiara inoltre che l’altro problema di quella nuova sede è lo spazio espositivo. “C’è una sala troppo piccola per fare le nostre attività come le mostre e le conferenze” afferma ancora la coordinatrice. “Uno spazio insufficiente per poter ospitare un numero adeguato di persone che invece possiamo ospitare qui dove siamo” dichiara la Guarnieri che tuttavia comprende l’importanza di cedere quell’ala di Palazzo dei Diamanti. “Nessuno vuole mettere in discussione l’importanza di ampliare gli spazi delle mostre dei Diamanti – dice – così come è ancora prematuro trarre delle conclusioni senza aver prima visto il progetto per il nuovo museo ma comunque un po’ di richiamo ce lo abbiamo anche noi”.

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