Riunione di redazione nel Gad, al centro di un quartiere a rischio degrado – VIDEO

Da giorni seguiamo gli episodi di violenza quasi quotidiana, che stanno creando un’ansia crescente in città, soprattutto nella popolazione femminile, presa più di mira da questi episodi.

Ferrara non si merita, certamente, di passare alle cronache come una città pericolosa e invivibile, eppure c’è un allarme degrado che riguarda alcune strade e quartieri della nostra città, fra la Stazione, il grattacielo, piazzale Castellina, che merita attenzione e interesse, da parte della città. Non tutti gli episodi di violenza avvengono in quest’area, ma sembra che qui ci sia una consistente enclave di extracomunitari, che non hanno nessuna occupazione, spacciano o comunque sono più esposti ad illeciti, per sopravvivere. Possibile che una città di così modeste dimensioni debba avere una sorta di ghetto di immigrati al proprio interno? E perchè? di questo passo dove si può andare? La situazione è variegata e complessa e va descritta come merita. Di qui l’appuntamento, questa mattina, della nostra redazione in Piazzale Castellina.

02 castellina abitantiEccone la cronaca: alle 10 di di mattina nell’area Stazione, piazzale Castellina, Grattacielo, regna la calma: traffico normale, negozi in attività, l’attenzione si ferma sui due grandi cantieri in funzione: per la messa in sicurezza post sisma dell’edificio di fronte alla Stazione, e dietro, la chiusura della piazza, interamente transennata e sbarrata. Si circola soltanto su un lato, quello di via Nazario Sauro, dove sotto i portici il via vai di ciclisti in bici è la prassi. All’angolo di via Sauro il solito drappello un po’ in bici un po’ a piedi di extracomunitari, fermi all’angolo. Alle 10.30 arriva chi distribuisce la droga: è un lampo, e sotto il tuo naso mentre osservi sotto gli occhiali, avviene lo smercio. I due giovanotti in bici ben vestiti e a la page si fanno un po’ più in là, poi scompaiono.. Inizierà così la loro giornata di incontri con i clienti? Alle 8 di mattina, ci dicono gli abitanti ferraresi della zona, lo spaccio avviene subito fuori dalla stazione e sotto i portici. I clienti sono in linea di massima studenti.

Ma lo spaccio non ha orari privilegiati. Anche se il buio lo favorisce. “I clienti, ci dicono, non si fanno scrupolo a farsi vedere mentre comprano la dose, neppure di giorno”. Il paesaggio urbano in piazzale Castellina e sotto i portici di fronte alla stazione sa di degrado, innanzitutto al fiuto. La puzza di urina si concentra in qualche punto, ma il colpo d’occhio è da anticamera di un luogo abbandonato a se stesso. Eppure c’è il barbiere , un bel negozio ben frequentato, la merceria, dove non ci si chiude nemmeno a chiave, come, invece, accade nel Lavasecco poco più in là. Eppure tutti, titolari, dipendenti, clienti, ci dicono le stesse cose. “Siamo stanchi, non c’è nessun rispetto per le più elementari regole di convivenza, molti spacciatori sono arroganti…” Oggi il piccolo drappello di giornalisti che entrava e usciva dai negozi per vedere con i propri occhi, ma anche chiedere, capire, sondare l’atmosfera, è stato ben accolto da tutti.

“Che cosa chiediamo? Al sindaco , ci hanno detto, che venga ogni tanto da noi, nei nostri negozi. Alle forze dell’Ordine di presidiare il Centro adibito alla Protezione Civile, ai ferraresi soprattutto ai più giovani di aprire negozi in quest’area, dove ci sono sempre più saracinesche chiuse. Facciamo rivivere questo quartiere, imponiamo le nostre regole, non con le ronde, ma con la nostra civiltà”.

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