Rompere il silenzio sui drammi degli imprenditori

E’ nata ieri a Vigonza, in provincia di Vicenza, l’associazione dei familiari degli imprenditori vittime della crisi. Si chiama “Speranza al lavoro” e si pone come obiettivo di rompere il silenzio sui drammi dei suicidi degli imprenditori. Al suo fianco la Filca della Cisl.

Un numero verde, un gruppo di psicologi e la voglia di venire allo scoperto, prima di tutto per non lasciare soli gli imprenditori entrati nel circuito vizioso di una crisi che spesso non lascia vie di scampo. Strozzati dal mancato pagamento delle fatture dei loro committenti, da condizioni di lavoro imposte dai gruppi più forti, dalla mancata liquidità da parte dello Stato, ai piccoli imprenditori, manca il credito, manca chi si faccia carico delle loro richieste, mentre continua lo stillicidio mediatico su un’evasione fiscale, che forse è stata per alcuni, l’unico mezzo per stare sul mercato negli anni scorsi.

L’iniziativa nata in Veneto, la regione che più ha pagato in termini di suicidi, in questo 2012, ha come fondatrice Laura Tamiozzo, giovane neo presidente dell’associazione «Speranza al lavoro». Laura è la figlia dell’imprenditore vicentino Antonio Tamiozzo, morto suicida alcuni mesi fa. «Dobbiamo smetterla, dice, con il silenzio su questa crisi che uccide… il lavoro è una componente fondamentale della nostra società, lo stabilisce anche la Costituzione, congiunge dipendenti e datori di lavoro, è uno dei cardini della nostra associazione, che intende aiutare chi è in difficoltà assieme alla Filca Cisl. La cultura della ricchezza ha aumentato individualismo ed egoismo. Noi vogliamo essere una scelta di solidarietà e di etica di fronte a questo deserto». Sarà così messo a disposizione delle persone in difficoltà un numero verde e un gruppo di psicologi. Ad affiancare l’iniziativa per lo studio di percorsi di credito d’emergenza si è resa disponibile Banca Etica.

Intanto dalla CGIA di Mestre giungono le prime rilevazioni agghiaccianti sul fenomeno: un’impresa su due chiude i battenti nei primi 5 anni di vita e e 23 imprenditori si sono tolti la vita nei soli primi mesi del 2012. Tra le cause che portano a gettare la spugna sono le tasse, i ritardi nei pagamenti e la stretta creditizia. Dati che sono ancora più allarmanti , dice Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre, se si considera che proprio le micro imprese sono state quelle ad aver creato la maggior parte (58%) dei nuovi posti di lavoro e ad aver assunto il 60% dei giovani italiani (come rilevato dall’Istat nel 2011). Dati che spaventano e fanno riflettere sull’urgenza con cui il governo è chiamato ad intervenire per arginare il fenomeno, varando nuove misure in grado di far ripartire l’economia del Paese.

[flv]rtmp://telestense.vod.weebo.it/vodservice/20120417_04.flv[/flv]

Un pensiero su “Rompere il silenzio sui drammi degli imprenditori

  • 18/04/2012 in 15:28
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    NOI OLTRE CHE SOLLECITARLI AD INTERVENIRE DANDO IL NOSTRO CONTRIBUTO .
    CHIEDIAMO A TUTTI CHE CI LEGGONO DI FARE PROPRIO QUESTO APPELLO E DI DIFFONDERLO
    ___________________________________________
    COMUNICATO PER I COMPONENTI LA COMMISSIONE FINANZE e BILANCIO della SENATO.
    Esimii PRESIDENTI , Onorevoli Senatori COMPONENTI
    FERMATE I SUICIDI, SALVATE LE PICCOLE IMPRESE, RICOMPONETE LA SERENITA’ nelle FAMIGLIE ITALIANE.
    con la convinzione nella conoscenza circa le cause che stanno determinano le difficoltà che stanno aggravando queste negatività all’interno di una società Civile ed Avanzata come la nostra , che ci permettiamo di esortarVi a valutare le RAGIONI VERE, che non sono i TRIBUTI EVASI e non DICHIARATI, che condanniamo ed insieme a Voi perseguiamo, quanto invece quelli DICHIARATI ed oggi impossibilitati ad essere ONORATI per le ragioni, che in parte ci permettiamo di porre alla Vostra capace attenzione. Esse formano il bagaglio dell’Indebitamento dal quale è difficile uscirne. Ancora più grave ed anche perché se ne fa fatica d’informazione nell’affettuoso ambiente familiare, da come è anche emerso durante commenti di cronaca , perché sono diventati elementi di vergogna tanto da non farlo diventare l’Oggetto del Dibattito di Causa .
    Questa Proposta che inciderebbe positivamente sui rapporti Cittadino Istituzioni, darebbe l’opportunità di far riprendere un dialogo produttivo nell’essenza dei ruoli per un PERCORSO di RISANAMENTO il quale produrrebbe nuova fiducia nelle Istituzioni positivizzando le ATTIVITA’ per far riprendere la PRODUZIONE del REDDITO.
    Non sottovalutate questo Documento, racchiude in se la chiave di volta a quanto sta avvenendo.
    Intervenire sui DEBITI vuol dire INPS, INAIL, ENTI ASSISTENZIALI E BILATERALI, EQUITALIA.
    Questo produrrebbe anche il ripristino ed il CONCEPIMENTO di un nuovo PATTO SOCIALE STATO-ISTITUZIONI CITTADINO-CONTRIBUENTE.
    Vi ringraziamo per averci voluto leggere augurandoVi buon lavoro.
    PdL n° 3804 On. Polledri, Stucchi, Reguzzoni Pionati
    MANIFESTO “ LIBERA l’IMPRESA ”
    MANOVRA PER LO SVILUPPO A COSTO ZERO
    Premessa
    La Crescita è il sinonimo della Produzione, la Produzione è il sinonimo di Creazione di Reddito, Creazione di Reddito è il sinonimo di PIL, PIL è il sinonimo di abbassamento del DEBITO PUBBLICO, ABBASSAMENTO del DEBITO è il sinonimo di PAGARE MENO INTERESSI, pagare meno interessi è il sinonimo di mettere a disposizione CIFRE IMPORTANTI derivanti dagli interessi risparmiati per CREARE INVESTIMENTI nel tessuto SOCIALE, il tessuto sociale è il sinonimo dell’ECONOMIA DIFFUSA, quindi che investe tutti i CETI SOCIALI. Ma tutti questi SINONIMI resteranno tali se non si passerà agli investimenti nel RISANAMENTO DEL TESSUTO PRODUTTIVO
    CARTA D’IDENTITA’ DEL DEBITO. (CASISTICHE )
    · L’assenza di norme STRUTTURALI, le quali obbligano e regolamentano il rapporto dare -avere o come committente – esecutore, diventano elementi penalizzanti delle REDDITUALITA’ e degli ADEMPIMENTI.
    · L’inefficienza del sistema GIUSTIZIA CIVILE non consente di poter RECUPERARE i CREDITI da PRODUZIONE . Un Credito non riscosso comporta una pianificazione da tre a cinque anni per gli adempimenti omessi dovendo produrre nuovo reddito con il quale poter pagare.
    · Le Pubbliche Amministrazioni non PAGANO i Fornitori e gli Operatori nei tempi derivanti dai CONTRATTI tra le parti .
    · Il PATTO DI STABILITA’ lo hanno dovuto sopportare i BILANCI delle AZIENDE.
    · Ed ancora , come se non bastasse , l’impossibilita di essere regolari per ottenere il DURC (documento unico di regolarità contributiva) vietando così la possibilità di LAVORARE.
    · AMMINISTRAZIONI PRIVATE senza stato di RESPONSABILITA’ con gli OPERATORI alla MERCE’ di RICATTATORII sistemi COMPORTAMENTALI . Il sistema della Riqualificazione e Ristrutturazione del Patrimonio Abitativo Privato genera il 65% del PIL dell’intero settore Edile,
    · Come se non bastasse, EQUITALIA con un sistema Sanzionatorio, frutto di Norme di derivazione Parlamentare, la quale crea pregiudizio per ottenere linee di CREDITO e difficoltà di RIENTRARE DALLO STATO DEBITORIO DICHIARATO E’ NON EVASO.
    · Non ultimo il binomio DIRITTO – DOVERE che dovrebbe essere determinato dall’efficienza delle LEGGI delle TUTELE ma che non trova nelle stesse il parallelismo necessario per la pariteticità del risultato e del rapporto. Alcune , non TUTTE le CAUSE.
    I punti QUALIFICANTI della PdL n° 3804
    QUESTO NON E’ UN CONDONO, MA UN PROGETTO PER LO SVILUPPO
    Vantaggi per il CONTRIBUENTE
    · Pagamento dello stato originario del Debito
    · Eliminazione delle Sanzioni , Interessi ed Aggi
    · Pagamento del 10% di sopratasse sul Debito Originario
    · Ripresa della possibilità di poter accedere alle Linee di Credito (oggi impossibile per il perdurare dello stato delle pregiudiziali inibitorie, è causa di USURA).
    · Ripresa della produzione con costituzione di nuova redditualità Riassunzione delle figure qualificanti l’attività (dipendenti)
    · Recupero del Contribuente del suo Valore Sociale e Morale
    Vantaggi per lo STATO
    · Recupero del 90% dello stato di credito vantato in tempi ragionevoli con l’immediatezza di introitare capitali senza che l’Ente preposto alla riscossione e di conseguenza anche lo Stato fossero gravati da spese e procedure ( in 20 anni non più del 50% oggi la media del recupero del pregresso si aggira intorno al 2,5% su base annua )
    · Recupero del 10% come stato sanzionatorio
    · Risparmio degli importi da sostenere per finanziare gli Ammortizzatori Sociali (CIG e DISOCCUPAZIONE, MOBILITA’ (mediamente lo Stato ne finanzia il triennio di legge)
    · Ripresa Economica per la nuova Redditualità del Sistema Produttivo
    · Ripresa dei Consumi e Beni Strumentali quindi con ripresa dell’industria manifatturiera pari a quella generata dalla Legge 449 sulle ristrutturazioni
    · Introito IVA sui consumi e acquisti
    · Ripresa del Mercato Interno dal quale è risultante il 75% del PIL
    · Assenza di cancellazioni e fallimenti delle Imprese
    · Le imprese che si cancellano dagli elenchi camerali diventano Lavoratori in Nero perché con l’eventuale assunzione rischierebbero il 1/5 dello stipendio
    · Le cancellazioni diventano l’iscrizione di nuova azienda con la quale operare per togliere i debiti della precedente attività , conseguenza che dopo tre anni va in crisi la nuova attività
    · I punti qualificanti di questa proposta interessano il 75% delle partite IVA , con particolare incidenza in quelle con Storia e con Dipendenti.
    REGOLAMENTO di DIFFERENZIALE APPLICATIVO
    · IL 10% per importi dichiarati
    · IL 20% per importi derivanti DA EVASIONE ACCERTATA ed ACCLARATA.
    Documento Elaborato da Giovanni Bevacqua
    Presidente Regionale Calabria Confartigianato Edilizia e Coordinatore Nazionale Gruppi di Proposta
    Eventuale contatto 366 3017413 337 871541 0961 794426

    http://www.clubpanterarosa.com/dblog/articolo.asp?articolo=258

    http://www.camera.it/_dati/lavori/stampati/pdf/16PDL0048990.pdf

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