Rosatellum: la nuova legge elettorale alla prova del 4 marzo 2018

Nota come Rosatellum bis o Rosatellum, dal nome di Ettore Rosato, il capogruppo del PD alla Camera Ettore Rosato, sarà questa la nuova legge elettorale con cui gli Italiani andranno a votare il prossimo 4 marzo per eleggere il nuovo Parlamento.

Telestense comincia da questa sera a spiegarne il funzionamento.

SECONDO APPROFONDIMENTO

Approvata in via definitiva al Senato il 26 ottobre 2017 con il voto favorevole di Partito Democratico, Forza Italia, Lega Nord, Alleanza Liberalpopolare-Autonomie, Alternativa Popolare e formazioni minori, il Rosatellum , che disciplina l’elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, ed è stata sostenuta dal Partito Democratico e dalla Lega Nord, si presenta come un sistema elettorale misto fra maggioritario e proporzionale.

Il 37% dei seggi (232 alla Camera e 116 al Senato) è assegnato, infatti, con un sistema maggioritario a turno unico in 232 collegi uninominali, in cui si confrontano i candidati, uno per ogni lista e uno anche per ogni coalizione, scelti per quel collegio dai singoli schieramenti o liste. In ciascun collegio è eletto il candidato più votato.

Il 61% dei seggi (rispettivamente 386 alla Camera e 193 al Senato ) è ripartito proporzionalmente tra le coalizioni e le singole liste che si presentano sotto forma di listini bloccati di candidati nei cosiddetti collegi plurinominali. Passano le liste, che riescono a superare soglie di sbarramento nazionale, 3% per il singolo partito o lista, 10% per la singola coalizione. Per chi le supera il riparto dei seggi è effettuato a livello nazionale per la Camera e a livello regionale per il Senato. Il restante 2% dei seggi (12 deputati e 6 senatori) è destinato al voto degli italiani residenti all’estero e viene assegnato con un sistema proporzionale.

La legge stabilisce una suddivisione del territorio nazionale in circoscrizioni: 20 per il Senato della Repubblica e 28 per la Camera dei deputati a loro volta suddivise in collegi uninominali ed in collegi plurinominali. La circoscrizione Estero è divisa in quattro ripartizioni. Europa, America meridionale America settentrionale e centrale, Africa, Asia, Oceania e Antartide

Gli elettori avranno a disposizione una scheda per la Camera dei deputati e una per il Senato, su ciascuna delle quali sono indicati i candidati di liste e coalizioni sia dei collegi uninominali che di quelli plurinominali. La legge prevede la possibilità di candidarsi in più collegi plurinominali, fino a cinque, anche se si è già candidati in un collegio uninominale, inoltre stabilisce che nei collegi plurinominali l’elenco dei candidati di ciascuna lista debba seguire l’alternanza di genere. Sempre in questa ottica nei collegi uninominali e nelle posizioni di capolista nei collegi plurinominali i candidati di ciascun genere devono essere compresi tra il 40% e il 60% del totale.

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