Visite a congiunti tra Ferrara e Rovigo: confini aperti ma non per “fare spesa o passeggiate”

ponte

Dopo due mesi e oltre, in questi giorni i ferraresi e i rodigini che hanno dei legami parentali sono tornate a rivedersi dopo il lockdown.

Grazie all’accordo raggiunto tra le due regioni, Emilia-Romagna e Veneto, il via libera permette, muniti di autocertificazione, di valicare i confini regionali solo per far visiva ai propri cari.

Non si potrà andare nelle altre regioni, almeno fino al 3 giugno, per altri motivi.

“La possibilità di rivedere i propri congiunti tra i territori di Ferrara, Occhiobello, Polesella, Goro, Porto Tolle e Ariano, è il coronamento di un lavoro che come amministratori abbiamo condiviso, mettendo al primo posto la sofferenza di non potersi incontrare in questi mesi tra parenti, famigliari, figli, zii e nonni”.

Sono le parole della sindaca di Occhiobello, Sondra Coizzi, dopo la stretta di gomito tra amministratori di ciascuna delle due sponde del Po avvenuta sul ponte di Pontelagoscuro. Analoghe parole sull’unità delle due sponde e sulla necessità del collegamento quelle del sindaco di Ferrara Alan Fabbri che ha annunciato l’ordinanza sull’obbligo della mascherina in città.

Parole di ringraziamento sono state dette per i presidenti delle rispettive Regioni, Stefano Bonaccini e Luca Zaia, delle Province di Ferrara e Rovigo, Barbara Paron e Ivan Dall’Ara, e dei sindaci dei Comuni di Ferrara e Occhiobello, Alan fabbri e Sondra Coizzi. Presente all’appuntamento istituzionale che ha dato il via libera al passaggio tra le due sponde del fiume anche il primo cittadino di Polesella, Leonardo Raito.

E’ possibile quindi attraversare il confine tra le regioni Veneto ed Emilia-Romagna, ma solo per la visita a parenti e congiunti e muniti di apposita autocertificazione, mentre “è ancora presto – ha precisato Alan Fabbri – per altre attività come andare a far spese o fare passeggiate”. A proposito di cautele, il primo cittadino di Ferrara ha inoltre ricordato di avere appena firmato un’ordinanza che introduce l’obbligo delle mascherine “perché – ha detto – il virus è ancora in giro ed è necessario non mettere a rischio la salute, propria e quella altrui”.

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