San Camillo, chiuso primo soccorso: Mezzogori, mentre protesta, scivola e viene soccorso

mezzogori
Manrico Mezzogori sul cornicione dell’ospedale a ottobre ’13

Comacchio, il punto di Primo Soccorso dell’ospedale è stato disattivato. Per le urgenze si dovrà chiamare il 118 o recarsi al Pronto Soccorso dell’ospedale di Lagosanto.

Proteste della Consulta di Comacchio che riesce ad impedire, agli appositi mezzi, di togliere le insegne. Marico Mezzogori, portavoce della consulta, sale sul cornicione (lo aveva fatto già altre volte) si cala dall’alto e resta impigliato nella corda che gli avvolge il torace. Soccorso dai vigili del fuoco, Mezzogori ha rifiutato di essere trasportato d’urgenza al Pronto soccorso dell’ospedale del Delta a Lagosanto.

Dalle ore 14 di mercoledì 8 gennaio l’attività del punto di primo intervento del S.Camillo di Comacchio è stata disattivata. L’azienda Usl prosegue dunque con il piano di riorganizzazione deciso in conferenza socio-sanitaria nel giugno del 2013 che prevede la trasformazione dell’ospedale di Comacchio in Casa della Salute. Al momento della disattivazione del servizio, davanti al S.Camillo, c’erano i mezzi per scardinare le insegne con la scritta ‘primo soccorso’ . Mezzi che sono però stati bloccati dai componenti della Consulta della Salvaguardia per il S.Camillo che sta presidiando, a turni, l’ospedale al secondo pianto, con una occupazione pacifica, da circa 80 giorni. Tra questi c’è anche Berto, comacchiese di 76 anni, che alle 13.30 di oggi inizia il suo turno di guardia “Ho visto un camion con una gru, mi sono insospettito e06 san camillo consulta ha fatto alcuni giri all’esterno dell’ospedale, ho capito che stava per succedere qualcosa perchè avevano sbarrato il pronto soccorso ed così ho avvisato gli altri della Consulta”

Davanti all’area del nosocomio si radunano così più di cento persone che riescono ad impedire che le insegne vengano coperte. “La Regione deve mantenere gli accordi e lasciarci l’ospedale, dice Berto, che da 13anni è impegnato nella lotta in difesa del S.Camillo”. Sul posto ci sono anche i carabinieri, gli agenti della Digos e della municipale.

I vertici sanitari intanto, per ovviare alla chiusura del punto di primo intervento hanno però potenziato, a copertura dell’intera area del delta, il servizio di emergenza territoriale del 118, attivando un’auto medica e due ambulanze con infermiere ed autista soccorritore. In caso di urgenze si dovrà quindi chiamare il 118 oppure recarsi al pronto soccorso di Lagosanto o al S.Anna di Cona.

Per i problemi che si possono risolvere in ambulatorio invece ci si deve rivolgere al proprio medico di famiglia (sei sono entrati con i loro ambulatori proprio ad ottobre, al secondo piano del S.Camillo, mentre i tre pediatri di libera scelta sono stati bloccati dalla Consulta). La guardia medica invece è attiva tutti i giorni nelle ore notturne dalle 20 di sera alle otto di mattina, e nelle ore diurne nei prefestivi e festivi, cioè dalle otto del mattino alle 20 di sera.

 

3 pensieri riguardo “San Camillo, chiuso primo soccorso: Mezzogori, mentre protesta, scivola e viene soccorso

  • 08/01/2014 in 22:13
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    Delinquenti falsi ,e lei erran si vergogni la sua parola non vale un c…o

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  • 09/01/2014 in 1:11
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    il pronto soccorso dell’ospedale S. Camillo è vitale per la realtà del nostro territorio, visto che è così vicino alla Romea, strada che sappiamo essere tristemente famosa per la sua pericolosità. E’ vitale perchè è vicino a tutti i nostri Lidi che d’estate si riempiono di turisti e quindi aumenta la necessità di un pronto soccorso vicino.
    Trovo la chiusura di questo servizio una scelta deplorevole sia per noi abitanti che per i turisti che durante la stagione estiva vengono (chissà ancora per quanto….) a sostenere la nostra economia.
    Mirella

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  • 23/01/2014 in 15:12
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    Esprimo tutta la mia incondizionata solidarietà ai cittadini di Comacchio e non solo, in lotta per la difesa di un bene comune primario come quello della salute che qualcuno vorrebbe loro negare con la chiusura dell’Ospedale San Camillo.
    Vorrei che le Valli di Comacchio continuassero ad essere ricordate come un patrimonio mondiale dell’umanità senza essere confuse in seguito con la Valle della morte, nella quale sorge l’ospedale galleggiante di Cona.
    un ferrarese residente a Milano

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