S.O.S. lavoro: l’intervento dei Comuni

“Rivolgetevi a noi”. È questo l’appello che il sindaco di Voghiera, Claudio Fioresi lancia ai suoi concittadini in difficoltà. Dopo l’accorata richiesta di aiuto arrivata alla nostra redazione da parte di un 44enne che vive a Voghiera, il sindaco Fioresi ci conferma che i casi di persone che si rivolgono ai servizi sociali manifestando necessità legate all’incapacità di far fronte alle spese quotidiane, sono aumentati sempre di più negli ultimi tre anni anche nel suo piccolo comune. “Le risorse per il sociale sono sempre meno, tuttavia, spiega Fioresi, vogliamo che queste persone si rivolgano a noi perché magari qualcosa possiamo fare.” Dal contributo per le bollette, alle borse lavoro presso le cooperative sociali, ai contributi scolastici per i bambini.

Gli fa eco l’assessore ai servizi sociali del comune di Ferrara Chiara Sapigni che ribadisce come oggi per molte persone in difficoltà sia faticoso superare il muro del pudore che li separa dal ammettere a sé stessi di essere poveri e quindi chiedere aiuto. “Il primo problema per noi, afferma la Sapigni, è capire i bisogni di queste persone per poterle aiutare e indirizzare”. Il comune di Ferrara ad esempio, qualora ricorrano determinati requisiti, fornisce assistenza a chi ha subito uno sfratto, mettendo a disposizione per un breve periodo un alloggio di emergenza ed eventualmente, inserendo la famiglia in questione nelle liste per l’ottenimento di un alloggio popolare. Poi ci sono i contributi per le bollette, c’è la possibilità di richiedere, con il sostegno del comune, una rateizzazione agevolata, qualora ci siano grossi arretrati, e ancora i buoni per il libri scolastici o le riduzioni per le mense.

Ma sono anche diverse le voci che non ci sono più, ad esempio il contributo per la Tia, non ci sarà più il fondo sociale per l’affitto, tagliato da regione e stato, e nemmeno i contributi una tantum per chi perde lavoro o è in cassa integrazione.

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