Salta la fiera di San Giorgio, online le celebrazioni del 25 aprile

Il 25 aprile ricorrono i 75 anni dalla Liberazione dell’Italia. L’importante anniversario, tuttavia, non potrà essere celebrato nelle consuete modalità in seguito all’emergenza coronavirus, sia a livello nazionale che locale.

Sabato 25 aprile, riporta un comunicato della Prefettura di Ferrara, “non si terrà la tradizionale deposizione all’Altare della Patria da parte del Presidente della Repubblica, né sono previste cerimonie coordinate dai Prefetti. Eventuali iniziative di deposizione di corone presso i monumenti ai caduti da parte di Istituzioni territoriali o locali” – prosegue la comunicazione – “dovranno prevedere la presenza della sola Autorità deponente, evitando il coinvolgimento di altre autorità o formazioni militari e comunque escludendo qualsiasi forma di assembramento della popolazione”.

Il Prefetto Michele Campanaro, tuttavia, ha reso noto che vi sarà il consueto imbandieramento civile degli edifici pubblici con le bandiere italiana ed europea.

Intanto, per Ferrara c’è un’altra data vicina che non potrà essere festeggiata come gli anni precedenti: quella del Santo Patrono di San Giorgio.

“E’ la prima volta che la città si trova spogliata delle luci, dell’eccitazione e del divertimento portato ogni anno dall’arrivo della Fiera di San Giorgio con le sue sempre affascinanti e divertenti giostre” – dichiara Angela Travagli, assessore comunale alle attività Produttive, Lavoro, Fiere e Mercati.

“Stiamo valutando” – aggiunge – “un aiuto alle imprese che non sia solo di garanzia, ma reale, concreto e terremo conto delle esigenze espresse da questa categoria”.

Ad essere particolarmente in crisi per quanto sta accadendo è l’Associazione Nazionale Esercenti Spettacoli Viaggianti. Il portavoce Luca Catter dichiara che è “un dispiacere non poter aprire le giostre ai bambini, ai giovani e alle famiglie ferraresi in questi giorni di festa dedicata al nostro patrono, sopratutto in un momento difficile come questo”. Il sindaco Alan Fabbri rassicura la categoria sostenendo che si stanno studiando “nuove sinergie e migliori collocazioni per favorire lo svolgimento e la fruizione di queste attività che affondano le radici nella tradizione e devono poter guardare con fiducia al futuro”.

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