Salute e alimentazione, Cia dice no alle “etichette a semaforo”

Verde, giallo, rosso sono i colori che scattano in base alla quantità di calorie, grassi, zuccheri e sale contenuti in 100 gr di prodotto.

Se si supera la soglia di tollerabilità scatta il rosso, uno “stop”, che indica un presunto rischio per la salute del consumatore.

E’ l’Etichetta a semaforo che penalizzerebbe, secondo Cia, anche le produzioni tipiche di Ferrara.

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Stefano Calderoni, presidente Cia Ferrara

Dovrebbe essere un sistema che potrebbe dare un’indicazione chiara sulla qualità di ciò che arriva sulle nostre tavole. Non è così per Cia – Agricoltori Italiani Ferrara, concorde con il rifiuto del ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina, di adottare questa etichettatura, perché non obiettiva e addirittura penalizzante, soprattutto per molte produzioni Dop e Igp.

«Se l’Italia scegliesse di imporre l’etichetta a semaforo per i prodotti alimentari, il pane ferrarese, la salamina da sugo e il pampapato avrebbero certamente un bel bollino rosso, e i consumatori potrebbero evitare di sceglierli, spaventati da una segnalazione di potenziali rischi per la salute – dice Stefano Calderoni, presidente provinciale di Cia Ferrara. Questa etichetta, secondo gli Agricoltori Italiani di Ferrara, veicolerebbe parametri discutibili che, in Gran Bretagna, dove viene usata da alcuni anni, hanno già provocato dei danni al nostro sistema agroalimentare.

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