Salva-spiagge: posizione della Regione e appello di Cna

mareLa sentenza della corte europea sulla concessione delle spiagge demaniali rischia di mettere in difficoltà un un settore essenziale dell’economia turistica della nostra regione e della nostra provincia. Ora è necessaria una legge che metta ordine nel settore: lo chiede la Regione, ma anche la CNA.

La corte di giustizia europea ha bocciato la norma italiana che prevedeva la proroga fino al 2020 delle attuali concessioni sulle spiagge di proprietà demaniale. Una decisione presa in nome della concorrenza, e del fatto che secondo regionel’Euriopa, e secondo la direttiva Bolkenstein del 2006, le concessioni demaniali vanno assegnate tramite periodici bandi di concorso.

Per ora il governo ha preferito tuttavia formulare una norma-ponte, approvata ieri dalla Commissione Bilancio della camera: le attuali concessioni demaniali restano in vigore fino a quando non entrerà in vigore una nuova legge in materia con tanto di decreti attuativi. Lo ha annunciato il viceministro al turismo Dorina Bianchi, lo ha confermato l’assessore regionale al turismo Andrea Corsini: in una regione che affida alle spiagge gran parte della propria economia turistica, una norma del genere non poteva che essere accolta favorevolmente.

cna-ferrara“E’ una norma-ponte che come Regione abbiamo fortemente richiesto -spiega l’assessore Corsini – e che ci proietterà nel nuovo regime che sarà definito dalla legge delega sul riordino complessivo della materia. Con l’approvazione urgente di questo provvedimento crediamo sia stato premiato il nostro impegno a favore delle imprese e dei lavoratori del settore”

Sulla decisione della Corte europea ha preso posizione Cna che, attraverso una dichiarazione del Direttore provinciale Diego Benatti, “essa rappresenta – fice Benatti – un colpo durissimo per l’intero sistema turistico provinciale, oltre che nazionale. Tocca adesso al Governo – trovare gli strumenti che consentano alle imprese balneari del nostro Paese di proseguire la propria attività, garantendo gli investimenti realizzati, i livelli di occupazione e il lavoro di una vita”.

In Italia le concessioni balneari sono 28mila: l’occupazione generata da queste concessioni è pari a circa 400mila unità.

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