San Giuseppe, ucciso un imprenditore

I carabinieri sul luogo del delitto

E’ stato ucciso a colpi di pietra che gli hanno massacrato il cranio e con molta probabilità trasportato in modo frettoloso in un luogo del suo vivaio affinché non fosse visto da eventuali clienti.

La vittima di un nuovo omicidio a Ferrara, il quarto dall’inizio dell’anno, è un imprenditore vivaista del Delta, Luciano Spadari, 74 anni. Originario del trevigiano, Spadari da anni conduceva un’azienda per prodotti da giardino in una lingua di terra a ridosso della statale Romea.

A ritrovarlo ieri sera, verso le 20, sono stati i carabinieri di Porto Garibaldi, a seguito di una segnalazione di scomparsa effettuata dal fratello.

Spadari infatti da anni viveva da solo in una casa di legno all’interno della stessa azienda che produceva piante e fiori che lui poi rivendeva anche nei mercati ambulanti.

Dopo un primissimo sopralluogo degli inquirenti, avvenuto ieri sera insieme al magistrato titolare delle indagini, il sostituto procuratore Barbara Cavallo, questa mattina i militari, sempre con l’ausilio della scientifica hanno effettuato un secondo sopralluogo e questa volta con le tre figlie della vittima, residenti fra Comacchio e Codigoro.

Le indagini dei militari non escludono nessuna ipotesi investigativa ma sembra che la pista più accreditata sia quella dei contatti avvenuti per motivi di lavoro…

Secondo indiscrezioni, Spadari saltuariamente si avvalse dell’aiuto di alcuni operai romeni. Proprio uno di questi nei giorni scorsi era stato sostituto da un connazionale che oggi non è stato ancora stato rintracciato.

Altri testimoni tuttavia sostengono di averlo sempre visto lavorare da solo. Una di queste è un’animalista che vive nelle vicinanze di quel vivaio e che oggi era venuta per offrire assistenza al cane della vittima, ora rimasto senza padrone.

La scientifica nel frattempo sta effettuando diversi accertamenti anche sull’arma del delitto, con molta probabilità una pietra. In queste ore intanto la procura ha incaricato un medico legale per l’esame dell’autopsia che dovrà dire l’osa esatta del decesso. La sensazione degli inquirenti è quella che il cadavere fosse lì da almeno un giorno.

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