Sanità, Cgil-Fp: “Necessario cambiare i due direttori sanitari”

04 sanita cgil-1Alla vigilia della conferenza socio-sanitaria che ridisegnerà la sanità territoriale, il sindacato della Cgil Funzione pubblica interviene e cheide con toni duri la sostituzione dei direttori sanitari delle due aziende (Sant’Anna e Ausl).

Di seguito la lettera firmata da segretario generale FP CGIL, Cristiano Zagatti, e segretario responsabile sanità FP CGIL, Marco Blanzieri.

“Come abitualmente facciamo, abbiamo effettuato l’assemblea sindacale dei blocchi operatori per verificare lo stato dell’arte dello sviluppo dei vari “pezzi” di Cona.

Se potessimo esprimerci in due battute potremmo dire “piccoli passi avanti ma il problema di fondo resta tutto”.

Per spiegarci:

la cosiddetta Piastra operatoria è formata da tre zone distinte: quella ortopedica, quella polispecialistica (urologia, ginecologia, neurochirurgia, pediatria, etc) e quella di chirurgia generale (attività programmata e d’urgenza-emergenza)

Nelle prime due sostanzialmente si va creando un equilibrio. Il rispetto delle regole e delle procedure va delineando spazi organizzativi che possono da un lato rappresentare un elemento di crescita e di potenziale sviluppo per attività chirurgiche importanti e dall’altro dare risposte puntuali all’utenza.

Nella terza, la chirurgia generale, che rappresenta un pezzo assai corposo dell’insieme, sembra invece che le regole non siano gradite tanto e, di conseguenza, che si lavori sempre con una sensazione di caos organizzativo che auspichiamo interrompersi al più presto.

Caos significa lavorare attivando in permanenza le procedure di urgenza e di emergenza anche quando gli interventi non lo richiedono con tutte le intuibili ripercussioni sul personale e sul paziente e facendo, tra l’altro, lievitare i costi in modo importante. Tutte criticità evitabili rientrando nei ranghi con un utilizzo regolato e ordinato delle sale operatorie.

Abbiamo anche inviato una richiesta di chiarimenti poiché pare che in day surgery operino studenti specializzandi in assenza dei chirurghi strutturati ma senza ricevere nessuna risposta. Ora, se la notizia è falsa è inutile e controproducente per tutti alimentare chiacchiere e sarebbe sufficiente una smentita da parte dell’Azienda e coerenza organizzativa alla smentita.

C’è la sgradevole sensazione che qualcuno pensi a quelle sale operatorie come un orticello privato piuttosto che a un bene pubblico per tutti i cittadini della provincia, che in alcuni regni un vero disinteresse verso la cosa pubblica o peggio, che il percorso della libera professione (quello a pagamento per essere chiari) possa essere l’unico, adeguato, insostituibile strumento per dare risposte al bisogno dell’utenza.

Siamo sicuri che il direttore generale non è tra quelli (e qui arriviamo al problema di fondo) e ci piacerebbe vedere Qualcuno che sul governo dei dipartimenti sanitari lo aiutasse a far crescere un’Azienda dalla quale dipenderà un pezzo importante del destino della sanità provinciale.

Necessità ancora più forte alle porte di una riorganizzazione che verrà presentata ai Sindaci domani, dove le parole “rete” ed “integrazione” tra le nostre due aziende sanitarie provinciali dovrà emergere in maniera strutturata, invertendo quella pratica deleteria, a tutt’oggi imperante, in cui l’integrazione sembra essere solamente uno spot comunicativo. Si ricordi in merito la chiusura di circa cento posti letto, tra medicina e lungodegenza, attuati a partire dal periodo estivo dall’Azienda USL che ha determinato, per la prima volta, l’impossibilità a Cona di rimodulare i posti letto di medicina per rispondere al bisogno dell’intero bacino provinciale e, di conseguenza, la chiusura di una sessantina di posti letto di chirurgia, con buona pace delle liste d’attesa. Piastra operatoria con potenzialità infinite e tanti posti letto di medicina! Non proprio quelli che servirebbero al paziente chirurgico. Questa non è l’integrazione della quale abbiamo bisogno.

Torniamo al governo dei dipartimenti sanitari, cuore del governo della sanità di ogni azienda: ci preoccupa infatti tantissimo il disinteresse emerso alle ultime elezioni dei dipartimenti sanitari avvenute nell’Azienda S.Anna, dove a parte un unica eccezione (il dipartimento di diagnostica per immagini) le percentuali dei votanti sono imbarazzanti con una media attorno al 20% (alleghiamo documento). Nessuno può più permettersi di chiudere gli occhi di fronte all’ennesima dimostrazione del gravoso problema del governo sanitario: nel settore tecnico amministrativo vota il 94 per cento degli aventi diritto e nel settore sanitario si crolla al 6.8 per cento. Questi numeri evidenziano che fino a quando i cambiamenti organizzativi verranno imposti e non discussi e condivisi, ad esempio durante i comitati di dipartimento, le persone matureranno sempre più disaffezione per il proprio posto di lavoro e perderanno la fiducia in organismi che, se ben gestiti, potrebbero portare ad un miglioramento dell’organizzazione del lavoro, del clima e del servizio offerto ai cittadini.

Da tempo cerchiamo di attirare l’attenzione sul problema del governo sanitario ma nulla cambia, per cui abbiamo visto la preoccupazione dei professionisti trasformarsi in rabbia, la rabbia in delusione ed ora, ormai, registriamo il disinteresse.

E’ necessario intervenire prima di mandare tutto all’aria e data la imminente convocazione della conferenza territoriale decidiamo di esprimere questa esigenza in modo netto:

a Cona metteteci un direttore sanitario e ci sentiremo tutti meno soli! Se poi poteste trovarne uno per ogni Azienda che colloqui e collabori con l’altro, anche tutti i cittadini della provincia vi sarebbero infinitamente grati!”

Segretario Generale FP CGIL: Cristiano Zagatti

Segretario responsabile sanità FP CGIL: Marco Blanzieri

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