Sanità: tagli per 30 milioni di euro a Ferrara

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Oggi in conferenza socio sanitaria a Ferrara in Castello Estense, è stato presentato il piano di riorganizzazione della sanità ferrarese che tiene conto dei tagli pesantissimi della Sanità nazionale e regionale. Eano presenti tutti i protagonisti della Sanità ferrarese, i sindaci della provincia, la presidente, i vertici delle aziende sanitarie ferraresi, l’ordine dei medici e l’assessore regionale alla sanità, che ha concluso l’incontro. Alla conferenza sono stati ammessi gli organi di informazione e la consulta popolare per il S. Camillo. Unci assenti i sindacati.

30 milioni in meno per la sanità ferrarese nel 2013. E’ quanto emerso dal documento presentato oggi in conferenza sociosanitaria dalle due aziende, Ausl e S.Anna di Ferrara. Tagli che preoccupano i sindaci della Provincia, tutti presenti all’assise, che vogliono essere parte attiva, hanno detto, zzazione sanitaria provinciale. I primi cittadini hanno preso la parola per mettere in evidenza i disagi che colpiscono sopratutto tre territori: Comacchio, Copparo e Bondeno, che vedono le loro strutture ospedaliere trasformarsi in Casa della Salute.

A partire dal sindaco di bondeno che, dopo aver sottolineato come il territorio sia gia senza ospedale (il Brselli èchiuso perche danneggiato dal sisma) ha posto l’accento sulla viabilita e le difficolta in termini di tempo, per un abitante del teritorio matildeo, giungere Cona. A spiegare i propri disagi anche il sindaco di Comacchio che ha lamentato scelte calate dall’ alto e che ad oggi non si sia anmcora visto il piano di riorganizzazione del S.Camillo”.

“Nel piano non ho visto i tagli alle indennità dei dirigenti, ha aggiunto Marco Fabbri ,che ha ricordato gli accordi presi dal presidente della Regione, Vasco Errani, dieci anni fa, con la popolazione di Comacchio”. Per Copparo, il sindaco Nicola Rossi ha ribadito che non si devono mettere in discussione gli accordi presi un anno fa. “La popolazione, ha detto Rossi, si attende segnali di sicurezza, dovremo orientare le abitudini dei cittadini a servizi sanitari riorganizzati di qualità e completi.” Marchesini, sindaco di Mesola, ha proposto il tema dell’accessibilità ai servizi, che va coniugata con la sostenibilità. Non si scambia il diritto alla salute piantando una bandierina sul proprio territorio. Ferrara deve portarsi ai livelli delle altre province”

Per Marcella Zappaterra, è la Conferenza sociosanitaria l’organo in cui devono essere prese le decisioni. In caso contrario, a prenderle sarà la Regione stessa con le aziende”. A fine conferenza è intervenuto anche l’ assessore regionale alla Sanità, Carlo Lusenti, che ha ribadito, dati alla mano, che Ferrara ha vissuto per dieci anni a scapito delle altre provincie della Regione.” I cittadini della provincia estense ha detto, costano 106 euro in piu rispetto ad esempio ai cittadini di Reggio Emilia. Ed oggi gli altri territori, in un momento di crisi, non sono più disposti ad elargire risorse Ferrara e la sua provincia ora devono adeguarsi ai dati regionali, pena il commissariamento della Regione”.

“Quando sento dire da un sindaco alla Regione “Non toccate il mio ospedale!”io suggerisco di chiedere “come faccio a cambiare i servizi socio sanitari per rispondere meglio alle esigenze dei cittadini?”

“Dobbiamo chiarirci – ha concluso L’assessore regionale – su quello che deve esserci dentro un ospedale: se cioè deve esserci una cosa che si fa poche volte e quindi poco sicura , oppure la porta di ingresso di un sistema socio-sanitario affidabile e moderno”.

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