“Belle parole, ma la realtà è un’altra”: il SAP replica a Tagliani sulla criminalità in GAD

Belle parole, ma si scontrano con la realtà.

Il segretario provinciale del Sindacato di Polizia SAP, Luca Caprini, replica così al documento diffuso la scorsa settimana dal sindaco e dalla Giunta Comunale di Ferrara, in cui si chiedeva un Cambio di Marcia da parte delle forze dell’ordine nell’affrontare i problemi di ordine pubblico e criminalità che caratterizzano la zona GAD di Ferrara.

La lunga lettera diffusa da Luca Caprini alle redazioni è piuttosto dura nei confronti del Sindaco e dell’Amministrazione comunale: “gli uomini a disposizione dlele Forze dell’ordine – spiega il segretario del SAP – non aumentano a seconda dei tardivi desiderata del Sindaco”.

Insomma, dice Caprini, noi ce la mettiamo tutta, ma i mezzi e le risorse di cui disponiamo sono quelli che sono. Di più: il segretario provinciale del SAP rivendica per il proprio sindacato di avere per primo sollevato il problema, rimanendo in gran parte inascoltato.

Le cose che scrive oggi l’avv. Tagliani – prosegue Caprini – noi le sosteniamo da anni, perché sull’asfalto e nei parchi della città ci stiamo notte e giorno. Tante volte abbiamo provato a far giungere nei “palazzi” la eco delle nostre considerazioni, frutto d’esperienza diretta. Hanno preferito soprassedere, se non ignorare; i risultati sono quelli che tutti sanno”.

La lettera si conclude con una sorta di esortazione alla tolleranza zero, su cui chiede al sindaco e all’amministrazione di pronunciarsi. Caprini parla di individui che facendosi scudo della richiesta d’asilo – che nel 90% dei casi gli verrà rifiutato dopo anni di permanenza in Italia – coprono attività illegali. Vanno contrastati, dice Caprini, e non più giustificati.

La lettera del Segratario Provinciale, SAP, Luca Caprini pubblicata in versione integrale:

Che l’aria fosse cambiata lo si era capito già da un mesetto, cioè da quando si è cominciato a sentir parlare con insistenza d’un protocollo al quale dovevano aderire le O.N.G. impegnate nel “salvataggio” (termine sul quale ci sarebbe da ragionare, visti gli sviluppi) degli immigrati al largo del mare Libico.

Per la verità c’è stata una giornata di metà giugno che ha costituito una sorta di linea di spartiacque, allorquando il Ministro degli Interni, Marco Minniti ricevette la notizia che sulle coste dello stivale erano “approdati” circa 13.000 (leggasi TREDICIMILA) migranti in meno di 24 ore.

Da quel giorno d’inizio estate è mutato considerevolmente lo scenario politico in tema d’immigrazione; sembra quasi che tutti, a parte certe aree ideologicamente “irriducibili”, abbiano compreso che non si poteva proseguire oltre con una gestione del flusso migratorio senza limiti, senza distinguo, senza alcun genere di controllo rigoroso.

E’ stato posto sotto la lente d’ingrandimento l’operato delle O.N.G. e sono saltate fuori situazioni non proprio esemplari; poi sono emerse in ogni parte d’Italia problematiche che pareva quasi si fosse tentato di nascondere o perlomeno di minimizzare. Fine del preambolo: ci penserà la Magistratura a vederci chiaro e potremmo vederne delle belle.

Rimane il fatto che d’improvviso le cose dette, scritte e ripetute da taluni, definiti sino ad allora e senza troppi indugi “fascisti” e “razzisti”, sono diventate il comune sentire; le “percezioni soggettive” sono divenute fatti oggettivi e tutto d’un tratto si sono sentite invocare la certezza delle pena, l’espulsione per chi delinque ed una maggiore attenzione alla concessione dello status di rifugiati.

Ed arriviamo ad oggi…….a Ferrara…

Il Signor Sindaco, avvocato Tiziano Tagliani, con un battagliero pronunciamento agostano chiede un “Cambio di marcia” ed aggiunge “Noi abbiamo fatto tutto il possibile”, annunciando che chiederà a Prefetto e Questore d’essere più incisivi, potenziando i controlli e incrementando le pattuglie.

Si tratta di belle parole, ma che si scontrano con una realtà: gli uomini a disposizione delle Forze dell’Ordine non aumentano a seconda dei tardivi desiderata del Sindaco.

Tra l’altro, quando il Signor Sindaco di Ferrara invita ad usare una minore tolleranza verso comportamenti antigiuridici ed incivili, pare dimenticare che non più tardi d’un anno fa due Agenti della “sua” Municipale furono letteralmente cacciate dal grattacielo da alcuni migranti e che la “sua” Comandante dott.ssa Trentini ebbe a proferire una frase come “A volte è meglio lasciar perdere”. Oltre 140 Ufficiali responsabili delle Polizie Locali Italiane mandarono un messaggio sdegnato e fortemente critico, dopo la lettura di quella improvvida uscita.

Il Signor Sindaco come intervenne? In buona sostanza, prese tempo, abbozzò ed attese che la bufera passasse.

“Piegati giunco, che passa la piena” recita un furbesco proverbio del Sud. Peccato che certe polemiche si possono solo affievolire con il compiacente scorrere del tempo, ma non vengono dimenticate, così come l’atteggiamento inspiegabilmente “negazionista” sui guai del G.A.D. che tutti in città (frequentatori del Palazzo Municipale esclusi) ben conoscevano.

Corre voce che verrà comandato qualcuno dei “suoi” agenti della Municipale a far servizio la notte, per concorrere al controllo del territorio. Quando gliene tornerà indietro qualcuno sbucciato od ammaccato, cosa dirà il Signor Sindaco? Che hanno percepito male, scambiando baci per morsi e carezze per cazzotti?

Adesso che la cancrena si sta diffondendo in altri quartieri, che nessuno riesce più a tenerla nascosta – e s’avvicinano le elezioni – esce il bellicoso documento a firma Tagliani, Modonesi e Sapigni (!!!!) col quale si rimbrottano altre Autorità e le si esorta a fare di più e meglio. Non solo, ma si elencano tutte le cose fatte dal Comune, come se qualcuno fosse ancora propenso a farsi convincere che mercatini con vendita di sedani/carote/zucchine “bio” et similia abbiano la benché minima utilità nell’arginare il fenomeno delinquenziale ed il degrado che affliggono ormai gran parte del capoluogo.

In merito allo sbandierato trasferimento d’un presidio di Polizia Municipale in viale IV Novembre, va rilevato che sotto l’aspetto operativo si tratta di una manovra con efficacia pari a zero; mettere un “fortino” in zona GAD non serve a niente. Contano il numero delle pattuglie in servizio e la loro rapidità d’intervento, ma soprattutto le disposizioni che ricevono gli agenti. Il concetto di posto fisso è arcaico ed inutile. Quesito: se le gang si stanziassero da domattina in Foro Boario che si fa, spostiamo il Comando? Ma andiamo; torna in mente quando durante la guerra fascista alla Grecia, i tronfi caporioni di regime spostarono lo Stato Maggiore da Roma in Puglia per essere più vicini alla zona d’operazioni………

Come rappresentanti di lavoratori del comparto sicurezza vorremmo tranquillizzare il Signor Sindaco, che appare alquanto agitato; anche senza le sue esortazioni, la nostra parte la facciamo da sempre e la faremo nel futuro, pur confrontandoci quotidianamente con una conclamata scarsità di uomini e di risorse.

Le cose che scrive oggi l’avv. Tagliani, noi le sosteniamo da anni, perchè sull’asfalto e nei parchi della “sua” città ci stiamo notte e giorno. Tante volte abbiamo provato a far giungere nei “palazzi” la eco delle nostre considerazioni, frutto d’esperienza diretta.

Hanno preferito soprassedere, se non ignorare; i risultati sono quelli che tutti sanno ed è perfino noioso ricordare tutti gli episodi che vedono coinvolti soggetti ultraccoccolati e super protetti nel nome d’uno spirito d’accoglienza sul quale troppe perplessità stanno emergendo.

Siamo noi a venir aggrediti e feriti dalle “percezioni soggettive”, anche alla semplice richiesta d’un documento d’identificazione. Noi arrestiamo a seguito di crimini questi soggetti per vederli liberati ancor prima d’aver finito di redigere i verbali.

In merito ad alcune affermazioni del segretario SILP-CIGL, Enrico Vincenzi, lo esortiamo a segnalarci quanti e quali agenti sono addestrati ad affrontare a mani nude 20 o 30 persone. Noi l’abbiamo visto fare solo da Chuck Norris in TV, ma magari è possibile…. Nell’occasione potrebbe venire lui ad insegnarci come ci si frappone tra decine di esagitati per interrompere una rissa e, già che c’è, arrestando anche qualcuno dei signori africani che si prendono a bottigliate, fendenti di katana e sprangate.

Questi individui, facendosi vigliaccamente scudo della richiesta d’asilo (che gli verrà rifiutato 90% dei casi, dopo anni di ricorsi – ed intanto stanno qua) hanno spadroneggiato e spadroneggiano tuttora in vaste aree del centro abitato, vessandone i residenti, sapendo d’ottenere alla fine della corsa, una bonaria tolleranza da protagonisti non marginali della società.

Quali che siano le motivazioni del suo brusco cambio di rotta, Signor Sindaco, speriamo perlomeno che d’ora in avanti le cose vengano chiamate da tutti, Lei compreso, col loro nome.

Coloro che si introducono e permangono senza averne titoli nel Territorio Nazionale sono clandestini (altroché migranti economici), quelli che se ne infischiano delle elementari regole civili sono dei maleducati arroganti, coloro che non le capiscono sono dei selvaggi, quelli che commettono reati in serie sono dei delinquenti, indipendentemente dal colore delle pelle e dalla loro provenienza. Chi s’ostina a giustificarli non va commentato; si definisce da solo.

Se una qualsiasi persona viene accolta in una casa e si mette ad urinare in salotto, se ruba dagli armadi o dalla dispensa e prova a trasformare la dimora che gli ha dato asilo in un luogo di traffici sporchi e disonesti, ne consegue che viene buttato fuori a calcioni nel di dietro….. e nessuno ha nulla da ridire. Almeno in un Paese normale.

Signor Sindaco, su questo siamo d’accordo?

Il Segratario Provinciale SAP Luca CAPRINI

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