Carcere di Ferrara, Sappe: “Polizia penitenziaria non riesce a lavorare. Vertici inadeguati”

Colpisce a testate, calci e pugni due agenti di polizia penitenziaria. E’ successo sabato pomeriggio, nel carcere di Ferrara. “Il personale non riesce più lavorare. I vertici dell’Arginone sono inadeguati e non riescono a dialogare con il sindacato” lamenta il Sappe, il sindacato degli agenti di polizia penitenziaria.

“Le carceri sono diventate un problema ingestibile ma all’Arginone di Ferrara si registrano conflitti da tempo”. Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del Sappe, commenta così la situazione che si sta registrando in questi mesi nel carcere di Ferrara.

Sabato pomeriggio un detenuto ha aggredito con testate, calci e pugni due agenti di polizia penitenziaria, procurandogli ferite guaribili in una decina di giorni. L’uomo, di origine nigeriana, già noto per aver sfasciato tre stanze detentive dello stesso carcere “stava sbattendo violentemente qualche cosa contro il blindato della cella”. Secondo quanto riportato dal Sappe “i due sottufficiali di polizia penitenziaria sono giunti sul posto ed il detenuto ha iniziato ad inveire contro di loro. A quel punto gli agenti hanno aperto la stanza e lo hanno invitato a seguirli ma, giunti sulle scale, sono stati aggrediti in maniera violenta; e solo la professionalità dei due sottufficiali ha evitato il peggio”, ha sottolineato Durante.

Uno dei due agenti feriti è Roberto Tronca, segretario provinciale del Sappe. A Ferrara i vertici del sindacato sono ‘sotto procedimento disciplinare’ e sarebbe anche per questo motivo che i due agenti aggrediti avrebbero deciso “di non difendersi, subendo passivamente i pestaggi dal detenuto” spiegano al Sappe.

“I vertici della struttura non riescono a dialogare con il sindacato, si chiudono in un mutismo assoluto”, spiega Durante. Una situazione che il Sappe lamenta da tempo, culminata con uno sciopero della mensa degli agenti e con la rimozione, un anno fa, della comandante in carica ma che tuttavia non risolve ancora la situazione. “Il personale non riesce più a lavorare. L’ispettore Tronca ha avuto paura di difendersi perché ha temuto di essere accusato di picchiare i detenuti. Per questo ci difenderemo dai procedimenti disciplinare e poi inizieremo la nostra protesta contro i vertici del carcere di via dell’Arginone” ha sottolineato il segretario generale aggiunto del Sappe.

Ma il sindacato della polizia penitenziaria lamenta anche la grave situazione delle carceri in Emilia-Romagna “causata da una forte carenza di personale. In media un agente deve controllare tra i 70-80 detenuti, anche con problemi psichiatrici” spiega il Sappe. Ci sarebbe la necessità di altri 550 agenti per far fronte alla permanente insufficienza di personale, che aggiunta alla carenza strutturale degli edifici, compromette la sicurezza all’interno delle carceri e delle persone che ci lavorano.

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