Sciopero donne, Sole 24 ore: “Lavorano di più e guadagnano di meno”

In occasione dell’8 marzo in tutto mondo, e anche in Italia è stato proclamato uno sciopero delle donne.

Astenersi dal lavoro, ma anche dalla cura e dai lavori in casa, per dire no alla violenza sulle donne ma anche per chiedere parità di trattamento proprio sul lavoro.

In Italia, e nel mondo infatti, le donne vengono pagate in media il 23% in meno degli uomini. Vediamo allora alcuni dati, raccolti da Il Sole 24 ore, proprio sull’occupazione e sulla formazione delle donne, messe a confronto con gli uomini.

Lavorano di più e guadagnano di meno, conseguono migliori risultati nello studio ma trovano meno occupazione e in posti meno qualificanti. Per le donne, in Italia, la parità di trattamento salariale e occupazione è ancora lontana, lo evidenziano una serie di studi messi in insieme da Il Sole 24ore, che in occasione dell’8 marzo fotografa la situazione “lavoro al femminile” nel nostro paese. Le donne italiane ottengono risultati più brillanti lungo tutto il percorso formativo e in quasi tutti gli indirizzi di studio rispetto ai colleghi maschi già alla scuola media inferiore: all’esame il 38% delle ragazze contro il 29% dei ragazzi ottiene 9 (su 10) o più.

Il 75% delle ragazze prosegue gli studi contro il 61% dei ragazzi, soprattutto all’Università dove tra i laureati del 2015, dove è nettamente più elevata la presenza della componente femminile (60%), la quota delle donne che si laureano è del 48% contro il 44% degli uomini e il voto medio di laurea 103,2 su 110 per le prime e a 101,1 per i secondi. Ma poi una volta nel mondo del lavoro i migliori risultati non si traducono in posti di lavoro più prestigiosi o retribuzioni migliori. L’Italia poi è ultima nell’Unione europea per donne manager (e per retribuzioni delle dirigenti) solo uno su 4 è donna, ma, in generale, sul gap salariale tra i due generi è il Paese più “virtuoso”, insieme al Lussemburgo. Il divario medio tra il salario per ora lavorata tra uomini e donne riferito al 2015 è del 16,3% ma in Italia e in Lussemburgo si ferma al 5,5%. In Italia il divario nella busta paga tra uomini e donne è del 2,9% nel pubblico e del 19% nel privato.

L’Italia è invece all’ultimo posto in Europa per il tasso di attività femminile (ovvero la somma delle donne occupate e di quelle che cercano lavoro) fermo al 55% Al primo posto c’è la Svezia (80,5%.) mentre la media europea si attesta al 67,3%. Il tasso di occupazione femminile in Italia è pari al 48%, migliore solo di quello della Grecia (43,4%) ma lontanissimo dal primo Paese, la Svezia (74,9%) e dalla media europea (61,2%).

In Italia sono 3.105.000 le donne che hanno un lavoro a tempo parziale, pari al 32,6% delle occupate. Ma per il 58,5% di loro si tratta di un part time involontario, che hanno dovuto accettare per la mancanza di offerte di lavoro a tempo pieno. Dal 2008 a oggi le donne che hanno scelto liberamente il part time sono diminuite del 20,9%, mentre il part time involontario ha registrato un incremento del 91,6%. Infine c’è il lavoro familiare a cui ogni donna dedica una media di 5 ore e 13 minuti al giorno, cioè il triplo degli uomini (solo 1 ora e 50 minuti). Sommando il tempo dedicato al lavoro a quello preso dalle attività familiari, le donne sono impegnate per una media di 7 ore e 36, gli uomini invece 6 ore e 29 minuti degli uomini. E se tutte le donne in Italia incrociassero davvero le braccia per un giorno? Andrebbero in fumo 2 miliardi di euro, senza considerare i lavoro di casa e di cura dei figli.

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