Scontro PD – Rendine su Cona

Francesco Rendine
Francesco Rendine

Il caso delle dichiarazioni di Francesco Rendine (Gol) sulle intercettazioni telefoniche dell’inchiesta giudiziaria su Cona si accende e il sindaco Tagliani – dopo la richieste della sua maggioranza consiliare – trasferisce un’interpellanza del Pd.

Il processo per le presunte irregolarità sugli appalti di Cona diventa un caso politico ma dal piano politico ripassa di nuovo alla magistratura.

Le recenti dichiarazioni del candidato a sindaco per Gol, il movimento giustizia onore e libertà, Francesco Rendine saranno infatti al vaglio della procura di Ferrara per via del trasferimento da parte del sindaco Tiziano Tagliani di una interpellanza consiliare del Pd.

I fatti. Dopo l’apertura del processo di Cona a metà febbraio, Rendine sulla stampa locale chiede come mai le intercettazioni telefoniche sul caso non furono acquisite agli atti del processo visto – dichiarò sulla stampa locale Rendine – lui era a conoscenza del fatto che in quelle telefonate emergevano intrecci imbarazzanti fra imprese ed istituzioni.

Dichiarazioni riprese immediatamente dai consilieri comunali del Pd che in un’interpellanza al primo cittadino chiedono se ciò che va affermando Rendine risulti anche al sindaco e se in caso contrario non si debba chiedere alla magistratura di fare chiarezza alla visto che non si capisce come Redine conosca il contenuto di quelle telefonate coperte da segreto istruttorio.

Ieri, il sindaco Tagliani ha dunque dato seguito alla richiesta della sua maggioranza consiliare ed ora la questione passa in mano alla procura di Ferrara.

Un atto che lo stesso candidato a sindaco di Gol rimanda al mittente. “Io non ho mai violato una procedura” dichiara Rendine e sottolinea che a fare da garanzia di quanto afferma è la sua attività professionale.

“In 30 anni di carriera da consulente delle procure di tutta l’Emilia-Romagna io non sono mai venuto meno ai miei doveri professionali” tuona ancora Rendine che chiede al sindaco come mai invece in qualità di primo rappresentante dell’amministrazione comunale, non si sia costituito parte civile nel processo per Cona.

Rincara poi la dose e afferma: “Quello che non fa lui lo farò io. In queste ore infatti con i miei legali sto valutando se c’è la possibilità di costituirmi parte civile del processo in qualità di fondatore del Comitato Sos Sanità e con me ci sarà anche il sindacato della Uil”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *